Fonda, Mottley, Addario, Njiru e Pelicot premiate ai DVF Awards 2026
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Fonda, Mottley, Addario, Njiru e Pelicot premiate ai DVF Awards 2026

Giovedì 3 settembre, nella cornice del Teatro Goldoni di Venezia, la stilista e imprenditrice belga Diane von Fürstenberg ha consegnato i riconoscimenti nelle mani delle cinque donne, che si sono distinte per azioni concrete nei campi dell'attivismo e dell'impegno socio-politico a livello globale

Fonda, Mottley, Addario, Njiru e Pelicot premiate ai DVF Awards 2026
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6 Settembre 2026 - 16.52 Culture


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Una giusta “ricompensa” per aver mostrato al mondo intero fenomeni e tematiche spesso sottovalutati, ma assai importanti, che sono parte integrante nella nostra società. Potremmo descrivere con queste parole l’immenso valore rappresentato dai DVF Awards, giunti alla diciassettesima edizione, che quest’anno sono stati assegnati, sul palco del Teatro Goldoni di Venezia, a Jane Fonda, Mia Amor Mottley, Lynsey Addario, Wawira Njiru e Gisèle Pelicot.

Questi premi, distribuiti alle cinque donne da Diane von Fürstenberg (che li ha istituti nel 2010), negli anni hanno dato visibilità a personalità provenienti da oltre trenta Paesi, sostenendone concretamente i progetti attraverso contributi destinati a iniziative in diversi ambiti: dalla tutela dell’ambiente alla lotta contro la tratta di esseri umani, dalla parità di genere alla prevenzione della violenza sulle donne. 

Entrando nei dettagli delle azioni concrete svolte da ognuna delle premiate, Jane Fonda non ha certo bisogno di tante presentazioni. Infatti, l’attrice (due Premi Oscar, sette Golden Globe, due Premi BAFTA, un Premio Emmy, un David di Donatello e un Leone D’oro ottenuti durante la sua lunga carriera), produttrice cinematografica, modella e attivista statunitense è nota come femminista e oppositrice alle guerre sin dagli anni ’70, partendo con le proteste contro il sanguinosissimo conflitto in Vietnam, nel quale la sua nazione fu tristemente protagonista per quasi un ventennio.

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A margine della cerimonia di premiazione dei DVF Awards, Fonda ha affermato: “Stiamo vivendo tempi molto spaventosi e pericolosi. Per noi negli Stati Uniti è qualcosa di nuovo. Gli afroamericani hanno conosciuto l’autoritarismo, gli americani bianchi no. Per questo stiamo cercando di capire come reagire e stiamo imparando velocemente. E questo è positivo”.

E ha continuato l’attrice: “Avevo 33 anni quando divenni attivista, dopo aver girato Barbarella e avevo odiato stare nuda. La mia vita di prima mi sembrò stupida. So cosa vuol dire essere odiati, fa paura, ma non mi sono mai sentita sola e non mi sono mai tirata indietro”.

Infine, a proposito delle evoluzioni tecnologiche e del ruolo che ogni essere umano può recitare nella lotta ai cambiamenti climatici, ha ammonito: “Dobbiamo governare l’intelligenza artificiale, altrimenti ci sarà un armageddon della disoccupazione. Su questo l’Europa sta facendo grandi sforzi. Non credete al ‘nuovo nucleare’, è una bugia: le piccole centrali costano come quelle grandi, le emissioni ci sono lo stesso. E non acquistate Gnl, è pericoloso”.

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La seconda donna a venire insignita dell’ambito riconoscimento è stata Mia Amor Mottley, dal 2018 primo Ministro delle Isole Barbados. La leader del Partito Laburista, nonchè prima donna a ricoprire il ruolo di capo del Governo nel Paese dell’America Centrale, negli scorsi mesi ha posto in evidenza sia il tema della leadership politica che soprattutto quello della difesa degli interessi dei piccoli Stati sullo “scacchiere” internazionale.

Con il suo lavoro sul campo, invece, la fotoreporter americana classe ’73 Lynsey Addario ha raccontato alcuni dei conflitti e delle crisi umanitarie più drammatiche degli ultimi decenni (come ad esempio quelle in Afghanistan e Pakistan nel 2009).

Inoltre, la nutrizionista e filantropa keniota Wawira Njiru ha costruito, attraverso la creazione dell’organizzazione no-profit Food4Education, un progetto dedicato all’accesso all’alimentazione e all’istruzione, due capisaldi del processo di sviluppo e di crescita di tutti i bambini del Pianeta.

Infine, l’ultima ad essere stata premiata è stata la francese Gisèle Pelicot, diventata un simbolo della lotta per la dignità delle donne che hanno subito violenze nel 2024, quando ha rinunciato al diritto all’anonimato come vittima di un caso di stupro multiplo.

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Nello specifico, tra il 2011 e il 2020 la classe ’52 è stata drogata e violentata dal marito Dominique e da decine di altri uomini mentre era incosciente, principalmente nella casa della coppia a Mazan, nel sud-est della Francia. Pelicot ha scoperto degli abusi solo nel 2020, quando prima il coniuge è stato arrestato per aver scattato foto e registrato video sotto le gonne di donne (upskirting) in un supermercato locale e poi una perquisizione della polizia nelle sue apparecchiature informatiche ha rivelato immagini di lei mentre veniva stuprata.

Al termine dell’evento, la stilista Diane von Fürstenberg si è così espressa: “Per il 17° anno dei DVF Awards, sono entusiasta di onorare donne che hanno il coraggio di lottare, la forza di sopravvivere e la leadership di ispirare. Le cinque premiate dei DVF Awards 2026 rappresentano straordinari esempi di persone capaci di trasformare le proprie convinzioni in azione e di generare un cambiamento concreto”.

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