Ascesa e declino di John Galliano, dagli albori alla vicenda del Met

La storia del celebre stilista anglosassone che ha rivoluzionato il mondo della moda attraverso la sua particolare visione estetica. Eppure come i più grandi ha dovuto fare i conti con periodi bui e lati oscuri.

Ascesa e declino di John Galliano, dagli albori alla vicenda del Met
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7 Settembre 2026 - 20.44 Culture


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di Giuseppe Christopher Catania

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Il talento non assolve, il pentimento non può omettere quello che è accaduto. Eppure si sa, il mondo della moda non dimentica, e per quanto sia un’istituzione forte e consolidata vive di apparenze e di memoria, in particolare quando un genio incontra una caduta pubblica. Che è quanto accaduto a John Galliano.

Nato a Gibilterra il 28 novembre del 1960, al secolo Juan Carlos Antonio Galliano-Guillen, è innegabilmente uno dei più grandi stilisti del nostro tempo contemporaneo, famoso per la sua estetica teatrale e innovativa. Fu durante la sua infanzia che si trasferì con la famiglia nel sud di Londra, proprio in quel luogo cominciò ad appassionarsi all’arte e al design. A 16 anni lasciata in anticipo la Wilson’s Grammar School for Boys inizia ad approfondire gli studi di design tessile presso l’East London College. Successivamente nel 1980 entra alla St. Martin’s school of Art, sempre a Londra, avendo modo di dedicarsi allo studio del costume storico che sarà fondamentale per la costruzione della sua estetica. 

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È il 1984, quando stupisce il fashion system con la sua Graduation Collection Les Incroyables ispirata alla Rivoluzione francese: da quel momento ha iniziato a mostrare il proprio stile dirompente e fuori dalle righe. Un successo accademico dopo l’altro gli fa guadagnare l’epiteto di “ragazzo prodigio” della moda britannica negli anni ’80. Il punto più alto della sua nascente carriera giunge nel 1987, ufficialmente consacrata dalla nomina a designer dell’anno da parte del British Fashion Council.

Per il riconoscimento internazionale dovrà invece attendere il 1995, quando è chiamato a sostituire Hubert de Givenchy nell’omonima azienda. Anche quella fu l’occasione di un primato, essendo il primo stilista britannico convocato a dirigere una casa di moda francese. Sotto la nuova direzione il marchio Givechy si trasforma: Galliano porta la storica casa di moda francese a consolidarsi nella scena internazionale, anche attraverso la sua estetica costruita su silhouette scolpite, volumi strutturati e drappeggi eterei, capaci di unire la sartorialità e la teatralità. Ancora una volta finendo per essere nominato designer dell’anno sia nel 1994, che nel 1995. Accadrà anche nel 1997, seppure in condivisione con il designer Alexander McQueen. 

Quando nel 1996 John Galliano viene nominato direttore creativo di Dior, porta nuovamente la sua estetica dirompete, in un altro storico marchio francese rivoluzionando il mondo della moda, in particolare attraverso le sue collezioni di Haute Couture ispirate a Nefertiti. 

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Nel tempo a contribuire al suo enorme successo è stato la capacità di accostare pezzi di carattere storico ad una visione strettamente contemporanea. Nel 2009 gli venne conferito la più alta onorificenza di Francia, la Legion d’Onore. Fu nel 2011 solo due anni dopo, che cominciò la caduta:  accusato di aver rivolto insulti antisemiti durante un alterco in un bar, venne prima arrestato e per conseguenza licenziato da Dior. Pochi giorni dopo emerse persino un video nel quale lo stilista sotto effetto di alcol pronunciava frasi elogiative di Adolf Hitler. Fu questo episodio a farlo emarginare dal mondo della moda per diversi anni, anni che impiegò per sottoporsi a cure di disintossicazione dalle dipendenza di alcol e sostanze. 

Eppure come una fenice John Galliano riuscì in qualche modo a rinascere dalle proprie ceneri quando tra il 2014 fino al 2024 venne nominato direttore creativo di Maison Margiela, per cui ha firmato collezioni rimaste nella mente di tutti noi: durante la sua nuova direzione creativa, la casa di lusso francese acquisì una visione incentrata sulla decostruzione dell’abito e sull’esperimento concettuale, trasposizione nell’elemento moda di una vita segnata da continue trasformazioni. 

Ma quando sembrava che la gente si fosse ormai dimenticata delle varie vicissitudini che lo avevano coinvolto, ecco che riemerge una grande ferita evidentemente ancora aperta. La recente vicenda è quella legata al Metropolitan Museum of Art di New York, il quale aveva annunciato una mostra dedicata allo stilista dal titolo John Galliano: Horizons, a cui doveva accompagnarsi la dedica del tema del Met Gala 2027, celebrando gli oltre quarant’anni di creazioni tra le maison di moda più importanti come Givenchy, Dior, Maison Margiela e la sua maison, oltre che il suo impegno etico. Infatti, Galliano aveva in passato parlato pubblicamente delle sue dipendenza da alcol e droghe, chiedendo il perdono alle comunità che aveva offeso e ferito con le sue parole. Un’attenzione che sembrava aver motivato la mostra del Met a lui dedicata, la terza esposizione monografica dedicata a uno stilista vivente, dopo Yves Saint Laurent e Rei Kawakubo. Eppure qualche giorni fa lo stesso museo attraverso un comunicato stampa ha confermato la cancellazione della mostra, riportando alla luce il dissidio. Dietro questa decisione potrebbe esserci stata una spinta da parte di esponenti politici, donatori e rappresentanti appartenenti alla comunità ebraica. 

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Potremmo apparentemente credere che la questione della cancellazione della mostra al Met dedicata a John Galliano riguardi solo il mondo della moda, ma invece riguarda anche le persone comuni e la comunità internazionale tutta. Perchè da un lato ritroviamo un uomo pentito delle azioni commesse, ma dall’altro invece troviamo una comunità che pare esercitando il suo potere sembra volere oscurare e ghettizzare il lavoro di John Galliano che con il suo contributo nei confronti della moda, è stato innegabilmente di ispirazione per molti giovani designer e per il fashion system internazionale. 

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