Vogliamo Papa Leone XIV a capo dei sindacati
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Vogliamo Papa Leone XIV a capo dei sindacati

Vista la velocità con la quale ha ripristinato i compensi dei cardinali conviene mandare Lui a trattare con il Governo per tentare di alzare anche i bassissimi stipendi degli italiani 

Vogliamo Papa Leone XIV a capo dei sindacati
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Maurizio Boldrini Modifica articolo

16 Settembre 2026 - 16.43 Culture


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Ma sì, conviene eleggere Papa Leone XIV a capo dei sindacati in Italia. Vista la rapidità con la quale è riuscito a alzare lo stipendio ai cardinali della Curia romana e ai dipendenti del Vaticano ci sta che possa, con altrettanta rapidità, far alzare gli stipendi dei lavoratori italiani che come tutti sanno sono fermi da anni al palo.  

I tagli agli alti prelati erano stati fatti dal francescano Francesco nel 2021, in piena pandemia quando gli mostrarono i conti in rosso del Vaticano. Per far fronte all’emergenza il Papa, come tutti i capi d’azienda, o licenziava una parte dei dipendenti o tagliava gli stipendi ai poveri cardinali. Per Papa Francesco fu facile scegliere la strada: impugnò la penna e scrisse di motu proprio un documento, “Un futuro sostenibile”, nel quale riteneva che anziché licenziare i dipendenti era meglio bloccare gli stipendi ai porporati. 

Quel provvedimento non colpiva tutti in egual misura in quanto il taglio più rilevante (10%) riguardava i cardinali di Curia mentre minore era quello previsto per i dipendenti. La Santa Sede, stando alle stime del 2024, aveva un deficit superiore ai 70 milioni di euro. Forse i conti sono migliorati o forse si sono fatte più insistenti le pressioni dei cardinali e degli uomini di Curia. Di fatto Papa Leone XIV, sentita la Segreteria per l’Economia e dopo “avere esaminato con cura ogni cosa”, ha abolito la decisione di Bergoglio, con decorrenza dal primo settembre. I cardinali di Curia, quelli che guadagnano di più, torneranno a percepire attorno ai cinquemila euro al mese. Gli stipendi dei dipendenti vaticani, invece, non sono altissimi e non si differenziano molto da quelli dei dipendenti di un Ministero italiano.

Dunque la mia proposta ha un senso: i dati Ocse ci dicono che le retribuzioni reali lorde in Italia sono addirittura diminuite, negli ultimi decenni, dell’ 1,6 per cento. Lasciando da parte le innumerevoli tabelle e i dati conclamati basta guardarsi attorno per capire quanto guadagnano e come vivono le lavoratrici e i lavoratori di casa nostra.  Basta entrare in un negozio a fare la spesa o avvicinarsi alla pompa per fare benzina per capire come siano stati colpiti i ceti popolari e anche i ceti medi. Forse i governanti che mal digeriscono i sindacati, specie quello della CGIL, potrebbero avere maggior riguardo per un Papa che potrebbe andare all’incontro con una delegazione di cardinali. 

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