di Carlo Cotticelli
La situazione della Lazio è più drammatica di quello che sembra e il Presidente Lotito sta giocando con la benzina seduto su una polveriera. Non sono qui a riscrivere commenti sportivi che giornalisti più autorevoli del sottoscritto hanno già scritto e ripetuto da un punto di vista sportivo, ma voglio invece focalizzarmi su un elemento che non viene sottolineato.
La tifoseria della Lazio, quella più radicale, legata alla destra estrema, ha dimostrato di avere una forza comunicativa ed organizzativa da non sottovalutare, decidendo quando e se entrare, o svuotare lo stadio Olimpico a suo piacimento. Attenzione: in una società sfilacciata come quella in cui viviamo, trovare un gruppo di persone che “controlla” senza alcuna minaccia quasi quarantamila persone non è cosa da poco. Queste persone, non tutte certamente, possono essere fidelizzate anche su altre vicende, magari politiche e sociali, e diventare uno strumento non solo di pressione ma anche elettorale.
E qui veniamo al punto: è evidente che la politica di Lotito contro i tifosi può recare danni in primo luogo a Forza Italia, ma poi si può riverberare su tutto il centrodestra andando poi a trovare uno sbocco su Futuro Nazionale di Vannacci, ideale collocazione politica di forze radicali di destra che si stanno rafforzando in tutta Europa.
Ed è proprio questo che alla fine può aiutare la Lazio a trovare una soluzione alternativa a quella attuale, perché la gestione Lotito si consumerà da sola, con lo stadio vuoto e con manifestazioni che inevitabilmente porteranno i vertici del centrodestra a trovare una soluzione alternativa a quella attuale che ridarà un minimo di stabilità alla Lazio e ai laziali.
Dopo 22 anni, una presidenza di una società di calcio va lasciata per motivi fisiologici, a meno che non rappresenti una holding o un grande patrimonio, e credo che il tempo di Lotito sia scaduto o stia scadendo inevitabilmente.
