Ricordate Stéphane Charbonnier, noto come Charb, direttore del settimanale satirico francese Charlie Hebdo ucciso dagli islamisti?
A chi gli chiedeva di essere prudente, di saper fare un passo indietro rispondeva: “Preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio”.
E come va interpretata questa frase? Non volersi piegare ai potenti, non voler perdere la propria propria dignità nel nome del servilismo o – andiamo dritto al punto senza girarci intorno – dedicare la sua vita alla pratica di rapporti orali in uno scambio di sottomissione sessuale?
Ovviamente la prima. Eppure a causa di quel terribile ‘minestrone’ (i cui ingredienti sono il vittimismo, l’analfabetismo semantico, l’analfabetismo pragmatico, ossia non saper interpretare il senso figurato e l’isteria) l’espressione di Giorgia Meloni con le ginocchiere ha scatenato il putiferio a destra e anche a sinistra. In forme diverse la stessa reazione spropositata – e priva di fondamento come ebbi modo di dire all’epoca – come la quale si commentò severamente la definizione di ‘cortigiana’ data da Landini.
Ora, senza girarci intorno, si può essere in accordo o in disaccordo con il giudizio politico ma per leggerlo come attacco sessista che ne vuole.
Nei mesi scorsi Elly Schlein, che non mi pare sia una persona che rivendichi sessismo e cultura patriarcale, aveva più volte definito Giorgia Meloni una ‘vassalla’. Bene, ma cosa doveva fare il vassallo per diventare tale? Inginocchiarsi davanti al signore e sottomettersi promettendo obbedienze in cambio di qualche privilegio.
Non serve una laurea in storia medievale per saperlo.
Se Meloni è una vassalla, la vassalla è una che si inginocchia per definizione. E se qualcuno dice che ha le ginocchiere sta semplicemente mettendo a ancora più in chiaro la metafora del vassallaggio.
Tra l’altro, anche se non voglio fare una forzatura storica, al di là degli aspetti religiosi o di devozione, noi abbiamo ereditato dalla cultura greca il rifiuto della prostrazione davanti ad un potente o ad un re, che era qualcosa che era considerata inaccettabile e indegna per i popoli liberi.
Da qui l’accezione che anche da noi è negativa – sempre fatti salvi gli aspetti religiosi- dell’inginocchiarsi o prostrarsi di fronte a qualcuno,.
Una polemiche che segue a stretto giro quella contro Landini che aveva definito Giorgia Meloni una ‘cortigiana’ di Trump e in quel caso la parola ‘cortigiana’, letteralmente una donna che vive a corte nei palazzi dei re o dei nobili interpretata nel suo senso figurato (donna di facili costumi) senza la comprensione del contesto che in quel caso era una accusa di collateralismo politico senza alcun ammiccamento a pratiche sessuali.
Certo, siamo in epoca social nella quale tutto è immediato e si seguono le viralità alimentate dagli algoritmi.
Ma un po’ più di prudenza non guasterebbe prima di partire per la tangente, Quindi calma, contare fino a 10 o a 100 e non dimentichiamo che se è vero che siamo il paese che ha dato i natali a Ignazio La Russa abbiamo pur sempre dato i natali a Dante.
