Papa Leone XIV guarda con “dolore” alla nuova escalation della guerra tra Russia e Ucraina, segnata da un drammatico aumento degli attacchi incrociati che continuano a colpire soprattutto la popolazione civile, compresi i bambini.
Droni, missili e bombe raggiungono senza tregua grandi centri urbani e aree di confine, colpendo condomini, quartieri, mercati e persino località balneari. Tra gli episodi più recenti anche l’attacco avvenuto circa una settimana fa su una spiaggia del Mar Nero.
Al termine dell’Angelus di questa domenica, 9 agosto, il Pontefice ha definito queste “notizie dolorose” e “tragici episodi”, rivolgendosi sia a Kyiv sia a Mosca e ricordando le vittime civili degli attacchi. Secondo la Missione di Monitoraggio delle Nazioni Unite, sono oltre 300 le persone rimaste uccise o ferite da giugno a oggi.
“Sono vicino alle famiglie delle vittime, ai feriti e a tutti coloro che soffrono a causa del conflitto in atto. Di fronte a tanto dolore rinnovo un accorato appello affinché si rispetti il diritto umanitario e cessino da entrambe le Parti gli attacchi che coinvolgono obiettivi civili”.
Fermare la spirale di violenza
Il richiamo al rispetto del “diritto umanitario” si inserisce nella lunga serie di appelli con cui Leone XIV ha chiesto di fermare la guerra e di rilanciare gli strumenti della diplomazia e del dialogo.
“La guerra non fa che generare altra guerra e provoca enormi sofferenze. È tempo di fermare la spirale di violenza e dare spazio alla diplomazia e al dialogo per aprire la strada alla pace”.
L’appello arriva mentre la fase diplomatica continua a segnare il passo e sul terreno si intensificano gli attacchi. Odessa, Kharkiv, Belgorod e altre città sono state colpite, con nuove vittime tra i civili.
Il dolore per il Sudan
Nel suo intervento dopo l’Angelus, Leone XIV ha rivolto la sua attenzione anche al Sudan, devastato dal conflitto tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le paramilitari Forze di Supporto Rapido (RSF).
La guerra ha prodotto una catastrofe umanitaria di dimensioni enormi, con oltre 150 mila vittime dirette, massacri di civili, carestie e una gravissima carenza di assistenza sanitaria. Il Papa ha espresso la propria “preoccupazione” per la situazione “tragica” del Paese, con particolare attenzione a el-Obeid, capoluogo dello Stato del Kordofan Settentrionale.
A tutto il popolo sudanese ha manifestato la sua “vicinanza spirituale”, mentre alle autorità locali e alla comunità internazionale ha rivolto un nuovo appello:
“Rinnovo il mio appello alle autorità affinché garantiscano corridoi umanitari per la popolazione civile. Allo stesso tempo, esorto la comunità internazionale a sostenere gli sforzi volti a raggiungere un cessate il fuoco immediato.”
Di fronte alle guerre e alle sofferenze delle popolazioni civili, il Pontefice ha quindi invitato i cristiani a ricorrere alla preghiera: “Preghiamo affinché il Signore sostenga coloro che soffrono, converta i cuori di coloro che seminano violenza e conceda la pace tanto attesa”.
L’appello ai giovani e la memoria dei santi
Prima di concludere l’Angelus, Leone XIV ha salutato i gruppi presenti in Piazza San Pietro nonostante il caldo e ha ricordato la recente visita ad Assisi, dove ha incontrato migliaia di giovani in occasione del Go! Franciscan Youth Meeting 2026.
Il Pontefice ha quindi invitato ragazzi e ragazze a riscoprire alcune delle figure di santi e sante proposte dal calendario liturgico in queste settimane: San Domenico, fondatore dei Frati Predicatori; Santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, carmelitana uccisa ad Auschwitz e co-patrona d’Europa, della quale ricorre oggi la memoria liturgica; San Lorenzo, diacono della Chiesa di Roma; e Santa Chiara d’Assisi, che abbandonò una vita agiata per seguire Gesù povero e umile, sul modello di San Francesco.
Un invito ad approfondire la conoscenza di queste figure che, attraverso la loro testimonianza, hanno segnato la storia della Chiesa.
