Il presidente yemenita Ali Abdullah Saleh apparso ieri sera in televisione non ha deluso la popolazione yemenita, convinta che oltre che satrapo Saleh sia anche un imbroglione. Nel suo primo discorso dopo il suo improvviso ritorno da Riyadh, venerdì, il presidente infatti è venuto meno all’impegno preso proprio con i sauditi, che lo hanno curato per quattro mesi e poi lo hanno rimandato a Sanaa, annunciando che non si sarebbe più dimesso da presidente.
Ne erano certi tutti a Sanaa, ma il piano elaborato in Arabia Saudita prevedeva che il presidente, ormai odiato dalla popolazione, avrebbe ceduto il potere al suo vice in modo che poi sarebbe stato possibile convocare le elezioni. Questo appariva ai sauditi, giustamente va aggiunto, il solo modo per sperare di conservare il potere nello Yemen, Ma Saleh, raggiungendo anche vette poetiche, nel suo discorso ha affermato che il trasferimento dei poteri deve uscire dalle urne con le elezioni stesse :” La decisione non è in mano ad una persone ma è nelle mani di tutti i cittadini del nostro amato paese.”
Saleh imbroglia anche i sauditi
Tutti erano convinti il presidente dello Yemen che avrebbe ceduto il potere al suo vice in modo che poi sarebbe stato possibile convocare le elezioni. E invece no.
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27 Settembre 2011 - 16.10
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