Sono passati 70 anni da quel 6 giugno 1944, quando il mondo visse col fiato sospeso il suo giorno più lungo, quello dello sbarco in Normandia. Sono iniziate le cerimonie per la commemorazione di quell’evento storico, cruciale nella liberazione dell’Europa dall’egemonia nazista di Hitler. Il D-Day fu un giorno memorabile, una missione iniziata con le prime luci dell’alba, dalle truppe alleate guidate dal comandante Eisenhower. Per ricordare quell’impresa sono stati organizzati una moltitudine di eventi commemorativi, anche se l’attenzione verrà catalizzata dalla cerimonia in Normandia, dove saranno presenti una ventina di Capi di Stato provenienti da tutto il mondo. Occhi puntati sul presidente americano Obama e il leader russo Putin, i cui rapporti sono molto tesi per via della crisi in Ucraina.
Cinema e ricostruzioni 3D. Il 6 Giugno del 1944. Lo sbarco in Normandia la più grande operazione anfibia della storia, di cui ricorre domani il settantesimo anniversario, ha ispirato i grandi capolavori del cinema. Per rivivere ancora quegli attimi così intensi, la Dassault Systèmes ha realizzato una ricostruzione in ‘tre dimensioni’, disponibile oggi al pubblico:
Le parole di Hollande. Non dimentichiamo le vittime civili dello sbarco in Normandia. Commosso, il presidente francese Francois Hollande ha ricordato questa mattina a Caen “il sacrificio della popolazione normanna”, nel 70esimo anniversario del D Day. “E’ perché la Francia ha vissuto questo dramma che è solidale con le altre nazioni che subiscono la stessa sorte, che preserva la pace alle frontiere dell’Europa e dell’Africa”, ha aggiunto alludendo alla crisi ucraina e agli interventi francesi a favore di Mali, Centrafrica e Nigeria.
Hollande ha voluto rimarcare che dei 110mila morti del D Day, ben 20mila furono civili. E che le azioni della resistenza francese contribuirono alla buona riuscita dello sbarco. “La mattina del 7 giugno – ha ricordato ancora – ben 3mila civili furono uccisi e 100mila persone obbligate a lasciare le loro case. I rifugiati si nascosero nelle cantine, nelle chiese, gli incendi si moltiplicarono. Ma ovunque si unirono persone di buona volontà, donne e uomini che aiutarono i feriti a rischio della loro vita”. “Le giovani generazioni -ha dichiarato- devono ricordarsi che qui, due milioni di soldati si batterono in mezzo ad un milione di civili”.
