La Svizzera ha annunciato che gli 876 posti letto di terapia intensiva certificati e riconosciuti dalla Società svizzera di medicina intensiva sono “praticamente tutti occupati” a causa dell’emergenza coronavirus.
Lo si legge in un comunicato della Società, pubblicato sul suo sito web.
Per affrontare l’impennata di contagi della seconda ondata di coronavirus, il governo svizzero richiama in servizio i militi della protezione civile e chiede al parlamento l’autorizzazione a mobilitare l’esercito. I provvedimenti dell’esecutivo arrivano dopo che la Società svizzera di medicina intensiva (Ssmi) ha denunciato oggi che non vi sono più posti letto disponibili nelle terapie intensive della Confederazione.
L’intervento del contingente della protezione civile potrà essere richiesto dai cantoni fino al 31 marzo. Consentirà in particolare di sgravare il personale curante di case di riposo e istituti di cura, sempre più spesso contagiato e costretto a mettersi in quarantena o in isolamento. Potrà anche dare man forte al contact tracing e alle organizzazioni che effettuano i test.
La protezione civile fornirà inoltre un supporto a livello logistico, occupandosi dei trasporti di pazienti, dell’installazione e gestione di centri di accoglienza presso gli ospedali, di assistere gli stati maggiori di crisi o gestire le linee telefoniche d’emergenza. L’ordine di priorità nell’adempimento di questi compiti è deciso dai Cantoni.
Oggi il governo svizzero ha anche licenziato il messaggio nel quale chiede al Parlamento di autorizzare l’impiego dell’esercito a favore del sistema sanitario civile. Per potervi far capo, i Cantoni dovranno dimostrare di aver esaurito tutti i mezzi di cui dispongono. La decisione di principio sull’impiego fino al 31 marzo 2021 di un massimo di 2500 militari era stata presa due settimane fa. In tal modo l’esecutivo aveva dato seguito a una esplicita richiesta dei Cantoni.
Trattandosi di un impiego di durata superiore a tre settimane e di un contingente di oltre 2000 militari, la missione deve essere approvata dal Parlamento, che si esprimerà nella sessione invernale. I compiti dell’esercito consistono nel sostenere le strutture ospedaliere civili nel settore delle cure di base e delle terapie, nell’aiutare gli ospedali cantonali ad accrescere le capacità delle loro unità di cure intensive e nel trasportare pazienti contagiosi. I soldati sanitari e d’ospedale, che dispongono di una formazione militare riconosciuta dalla Croce Rossa, potranno in particolare sgravare il personale infermieristico da alcuni compiti per consentire loro di concentrarsi sui casi gravi.
Argomenti: covid-19
