Niente contatti per il Covid: una casa di cura di New York apre la "Dog Therapy" per aiutare i pazienti

Nella casa di cura "Hebrew Home" di Riverdale, un quartiere residenziale del Bronx, a New York, esiste un programma di pet therapy da 20 anni. E adesso si potranno coccolare gli animali

Dog Teraphy
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25 Dicembre 2020 - 16.49


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Una bella iniziativa, che aiuta tanto: nella casa di cura “Hebrew Home” di Riverdale, un quartiere residenziale del Bronx, a New York, esiste un programma di pet therapy da 20 anni.

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Euronews ha dedicato un lungo sevizio a questa iniziativa.
Il piccolo Zeus e il gigante alano Marley sono gli attuali coccoloni per la “Dog Therapy”, terapia dei cani, ma anche cani da terapia…

Prosegue il servizio di Euronews: svolgono una funziona fondamentale di questi tempi: garantiscono ai pazienti della casa di cura quell’affettuoso contatto fisico che è diventato così scarso e prezioso nell’era dei Coronavirus.
“Parlo al telefono ogni giorno con mia figlia e mio figlio, ma per ora è il meglio che si possa fare”, dice l’ottantenne Jeff Philipson.


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Il suo volto, però, si illumina mentre accarezza la pelliccia bianca di Zeus, arrampicato letteralmente sul suo letto.
Spiega la responsabile terapeutica della struttura, Catherine Farrell:
“Non ci sono problemi a toccare i cani. E così i pazienti possono toccare il cane e possono provare di nuovo quella sensazione tattile che desiderano e che tanto manca loro a causa delle attuale restrizioni imposte alle visite dei familiari”.
Nel pieno della pandemia, a marzo, la terapia canina era stata sospesa, come la maggior parte delle attività della casa di cura, ma ora la direzione ha deciso di riavviare il programma di pet therapy.
“È davvero una gioia”, continua Catherine Farrell, “vedere i pazienti illuminarsi quando bussiamo alla porta e poi diciamo: “C’è un visitatore! E poi vedono chi è… È il cane… E tutto il loro comportamento cambia e il loro umore migliora”.
Per la paziente Elizabeth Pagan, le visite dei cani sono un gradito sollievo dall’isolamento che ha subito da diversi mesi, dopo il ricovero. I figli, i familiari, i nipoti e Ruby, il suo terrier, li vede ormai solo in videochiamata.
“Mi mancano così tanto!”, esclama. “Non posso vedere mia madre, i miei nipoti, i miei figli. È molto difficile”, ha detto Elizabeth, che si sta riprendendo da un ictus.
”Meno male che ci sono i miei amici cani”, ha aggiunto, sorridendo.

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