L'Onu lancia l'allarme: circa 13 milioni di persone rischiano di morire di fame nel Corno d'Africa

Secondo l'agenzia, sono ormai tre le stagioni delle piogge consecutive mancate e la regione si trova ora nelle condizioni più aride dal 1981. La siccità ha distrutto i raccolti ed ha provocato un numero "insolitamente" elevato di decessi di bestiame

L'Onu lancia l'allarme: circa 13 milioni di persone rischiano di morire di fame nel Corno d'Africa
Siccità nel Corno d'Africa
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8 Febbraio 2022 - 11.08


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In Kenya, Somalia ed Etiopia circa 13 milioni di persone rischiano la fame estrema mentre il Corno d’Africa attraversa la peggiore siccità degli ultimi decenni: a renderlo noto oggi è il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Wfp).

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Secondo l’agenzia, sono ormai tre le stagioni delle piogge consecutive mancate e la regione si trova ora nelle condizioni più aride dal 1981. La siccità ha distrutto i raccolti ed ha provocato un numero “insolitamente” elevato di decessi di capi di bestiame, costringendo le famiglie rurali che vivono di pastorizia e agricoltura ad abbandonare le loro case.

L’acqua ed i pascoli scarseggiano e le previsioni di precipitazioni al di sotto della media per i prossimi mesi minacciano di portare solo più miseria, ha commentato Michael Dunford, direttore regionale del Wfp in Africa orientale. “I raccolti sono rovinati, il bestiame sta morendo e la fame cresce mentre le ricorrenti siccità colpiscono il Corno d’Africa”, ha sottolineato in un comunicato.

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“La situazione richiede un’azione umanitaria immediata” per evitare il ripetersi di una crisi come quella somala del 2011, quando 250mila persone morirono di fame a causa di una prolungata siccità, ha aggiunto Dunford. Gli aiuti alimentari vengono distribuiti in una zona arida che attraversa il Kenya, l’Etiopia e la Somalia, dove i tassi di malnutrizione sono alti e circa 13 milioni di persone sono a rischio di estrema fame nel primo trimestre di quest’anno. Circa 5,7 milioni di persone hanno avuto bisogno di assistenza alimentare nel sud e nel sud-est dell’Etiopia, tra cui mezzo milione di bambini e madri malnutriti.

In Somalia, inoltre, il numero di persone classificate come gravemente affamate dovrebbe aumentare da 3,5 milioni a 4,6 milioni entro maggio, a meno che non vengano presi interventi urgenti, mette in guardia il Wfp. Altre 2,8 milioni di persone hanno bisogno di assistenza nel sud-est e nel nord del Kenya, dove a settembre è stata dichiarata l’emergenza siccità. Secondo il Wfp sono necessari 327 milioni di dollari per rispondere ai bisogni immediati nei prossimi sei mesi e sostenere le comunità rurali affinché siano in grado di affrontare più facilmente i ricorrenti shock climatici.

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