Nella regione di Hebron, in Cisgiordania occupata, si è consumata mercoledì un’ulteriore, grave serie di aggressioni da parte di coloni israeliani armati, che hanno preso di mira terreni agricoli e civili palestinesi con la copertura diretta dell’esercito. Due episodi distinti, riportati dall’agenzia palestinese Wafa, delineano un quadro di impunità crescente e di intimidazione sistematica contro la popolazione locale.
Nel settore nord-orientale di Hebron, contadini palestinesi hanno denunciato che coloni armati provenienti da un nuovo avamposto illegale hanno deliberatamente lasciato pascolare il proprio bestiame all’interno dei campi coltivati nella zona di Beit Einun, distruggendo ampie porzioni dei raccolti. Hilal Al-Natsheh, uno dei proprietari, ha riferito che i coloni non solo hanno vandalizzato le colture, ma hanno anche impedito ai contadini di raggiungere le loro terre, minacciando di espellerli e appropriarsi dei terreni. Le provocazioni si sono spinte fino alle abitazioni dei residenti, in un clima di terrore ormai quotidiano.
Contemporaneamente, nel sud della provincia, altri coloni – questa volta scortati da soldati israeliani – hanno brutalmente aggredito tre palestinesi nella città di Yatta. Secondo l’attivista anti-insediamenti Osama Makhmareh, i coloni della colonia di Susya, illegalmente edificata su terre palestinesi nella zona di Masafer Yatta, hanno assalito i residenti nell’area di Khillet Al-Hummus, picchiandoli con violenza e provocando loro ferite e contusioni diffuse. Le vittime sono state trasportate all’ospedale governativo di Yatta, dove le loro condizioni sono state giudicate da moderate a lievi.
