Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e si trovano nella sede dell’ambasciata d’Italia a Caracas, dopo oltre 423 giorni di detenzione in Venezuela. Lo ha annunciato nelle prime ore del mattino il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha riferito anche che i due connazionali “sono in buone condizioni. La loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente Delcy Rodriguez che il governo italiano apprezza molto. Si tratta di un successo del governo”, aggiungendo che potrebbero rientrare in Italia già questa sera.
La scarcerazione è avvenuta nel contesto di un mutamento politico in Venezuela dopo la cattura del presidente Nicolás Maduro e l’insediamento della presidente ad interim Delcy Rodríguez, che ha disposto una serie di liberazioni di detenuti stranieri come gesto di apertura verso la comunità internazionale.
Le parole di Trentini
“È stato tutto così improvviso. Inaspettato. Non sapevamo nulla della cattura di Maduro. Sono felice, ringrazio l’Italia. Ora posso fumare una sigaretta?” Sono queste le prime parole di Alberto Trentini dopo la liberazione. “Ci hanno trattato bene, non ci hanno torturato”, hanno assicurato lui e l’imprenditore torinese Mario Burlò appena scesi dall’automobile che li ha portati all’ambasciata italiana di Caracas. “Nell’ultimo trasferimento non siamo stati incappucciati, a differenza delle altre volte”, ha raccontato Trentini. “Anche il cibo era sufficiente” ha riferito il cooperante italiano. All’ambasciata i due hanno subito potuto chiamare i familiari in Italia.
La detenzione dei due era diventata un caso internazionale, nonostante nessuna accusa formale fosse stata chiaramente contestata, e li aveva tenuti prigionieri nel carcere di El Rodeo I a Caracas. Trentini, cooperante per un’organizzazione umanitaria, e Burlò, imprenditore torinese, erano entrambi in Venezuela dal 2024 quando furono arrestati, e per tutto il periodo di detenzione avevano avuto contatti limitati con le autorità italiane e con le loro famiglie.
La reazione della famiglia: “La notizia che aspettavamo da 423 giorni”
“Alberto finalmente è libero! Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità, la sua liberazione”. Lo afferma la famiglia Trentini, con l’avvocata Alessandra Ballerini. “Tutti questi mesi di prigionia hanno lasciato in Alberto e in noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili, adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci. Ringraziamo tutti per esserci stati vicini, ma vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza. Ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità. Oggi vogliamo solo pace. Grazie!”, aggiungono i Trentini.
Mattarella chiama la madre di Trentini
Poco dopo la notizia della scarcerazione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha contattato telefonicamente la mamma di Alberto Trentini, Armanda Colusso, per esprimere la propria felicità alla famiglia dopo più di 400 giorni di sofferenza e attesa.
