Raid continui in Libano dopo i colloqui con Washington: Netanyahu non ferma i massacri

Le ostilità sono proseguite anche dopo la conclusione dei primi colloqui diretti tra funzionari israeliani e libanesi dopo decenni, un evento raro che non ha però portato a un’immediata de-escalation sul terreno.

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15 Aprile 2026 - 20.06


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Gli attacchi proseguono in Libano mentre, sul piano diplomatico, si registrano timidi segnali di dialogo. Israele ha continuato la sua offensiva aerea e terrestre nel sud del Libano, con bombardamenti e colpi di artiglieria segnalati mercoledì in diverse aree, tra cui la zona di Bint Jbeil, dove le forze israeliane avrebbero accerchiato combattenti del gruppo militante Hezbollah.

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Le ostilità sono proseguite anche dopo la conclusione dei primi colloqui diretti tra funzionari israeliani e libanesi dopo decenni, un evento raro che non ha però portato a un’immediata de-escalation sul terreno.

Secondo il ministero della Salute libanese, tre squadre di paramedici sono state colpite mercoledì nel sud del paese: un primo team sarebbe stato attaccato, seguito da altri due accorsi per prestare soccorso. Il bilancio è di tre morti, sei feriti e un disperso nella località di Mayfadoun. L’esercito israeliano non ha rilasciato commenti immediati sull’accaduto.

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Un funzionario israeliano, rimasto anonimo, ha dichiarato che il gabinetto di sicurezza si sarebbe riunito in serata per discutere gli sviluppi del conflitto con il Libano.

I due paesi sono formalmente in stato di guerra sin dalla nascita di Israele nel 1948, e il Libano resta profondamente diviso sulla possibilità di un’apertura diplomatica verso lo Stato ebraico.

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