La maggioranza degli iscritti al Partito Laburista ritiene che Keir Starmer non sia in grado di risollevare le sorti del partito, mentre il 45% pensa che dovrebbe dimettersi.
Il sindaco della Greater Manchester, Andy Burnham, è risultato il candidato preferito dal 42% degli iscritti interrogati su un possibile successore.
Diversi deputati laburisti – soprattutto quelli vicini a Burnham – hanno detto al The Guardian che vorrebbero vedere un calendario ordinato e dignitoso per l’uscita di scena di Starmer, che includa anche il tempo necessario affinché il sindaco possa cercare un seggio parlamentare.
Il sondaggio è stato realizzato poco prima delle elezioni di giovedì, in cui il Labour era impegnato su più fronti: amministrative in Inghilterra ed elezioni parlamentari in Galles e Scozia. Nigel Farage e il suo Reform UK hanno conquistato centinaia di seggi e il controllo di nuovi consigli locali in Inghilterra; il Labour ha perso terreno in Scozia, dove lo Scottish National Party ha ottenuto una storica quinta vittoria consecutiva, mentre Plaid Cymru ha posto fine a un secolo di predominio laburista in Galles, spodestando la prima ministra gallese Eluned Morgan.
A Londra, i Verdi hanno conquistato diversi consigli comunali della capitale, segnale di una crescente disillusione progressista nei confronti del partito di Starmer.
Tra gli iscritti, Burnham registra un indice netto di gradimento del 72%, dato che suggerisce come sarebbe probabilmente favorito in qualsiasi futura corsa alla leadership. Tuttavia, Burnham non può candidarsi finché non gli verrà consentito di tornare in Parlamento, possibilità bloccata dal Comitato esecutivo nazionale del Labour (NEC).
Il sondaggio, condotto su oltre mille iscritti al partito, mostra anche un forte aumento dell’insoddisfazione verso la leadership di Starmer: a ottobre soltanto il 28% riteneva che il primo ministro avrebbe dovuto dimettersi in caso di cattivi risultati elettorali a maggio.
Più di un terzo degli iscritti intervistati ha dichiarato di stare valutando l’idea di lasciare il partito, secondo il sondaggio realizzato dal think tank Compass.
Compass è affiliato a Mainstream, una corrente interna del Labour che sostiene apertamente una possibile candidatura di Burnham alla leadership.
Il sondaggio mostra inoltre che oltre la metà degli iscritti laburisti (51%) non crede che Starmer sia in grado di recuperare nei sondaggi, segno che molti non hanno fiducia nella sua capacità di battere Reform UK alle prossime elezioni generali.
Ma Starmer non è l’unico bersaglio del malcontento interno: il 49% degli intervistati ritiene che il primo ministro condivida la responsabilità del disastro elettorale con l’intero governo nazionale. Il 36% ha inoltre preso in considerazione l’idea di cancellare la propria iscrizione al partito.
Lena Swedlow, vice direttrice di Compass, ha dichiarato:
«Gli elettori hanno fatto sentire giovedì il loro malcontento verso la leadership di Starmer, e ora lo hanno fatto anche gli iscritti al Labour. Quasi la metà vuole che si dimetta e oltre la metà non pensa che sia l’uomo giusto per guidare il partito.
Di fronte a una situazione economica estremamente grave, sia nel Regno Unito sia a livello internazionale, è essenziale che il Paese e il partito abbiano una leadership di cui potersi fidare. Esiste un chiaro desiderio di cambiamento, sia nella linea politica sia nelle figure di governo. Affrontare questo cambiamento in modo ordinato, misurato e ponderato sarà cruciale per la stabilità e la prosperità del Paese».
I sostenitori di Burnham in Parlamento sperano che, aumentando la pressione su Starmer e sui vertici del partito, il primo ministro finisca per fissare un calendario per il proprio ritiro e che Burnham non venga più ostacolato nel tentativo di tornare alla Camera dei Comuni.
Il sindaco aveva tentato di candidarsi all’elezione suppletiva di Gorton and Denton, ma il NEC glielo aveva impedito sostenendo che il partito non potesse permettersi il rischio di dover affrontare nuove elezioni per il sindaco della Greater Manchester.
Alcuni membri del NEC hanno riferito al Guardian che la posizione non cambierà a meno che non sia lo stesso Starmer a modificare il proprio orientamento, ipotesi considerata molto improbabile.
Almeno dieci deputati hanno chiesto pubblicamente al primo ministro di predisporre un calendario per il passaggio di consegne. Tra loro figurano l’ex ministra dei Trasporti Louise Haigh, la presidente della commissione parlamentare Donne e Uguaglianza Sarah Owen e diversi deputati eletti nel 2024, tra cui Jonathan Brash, Simon Opher e Connor Naismith.