Miri Regev dopo Ben-Gvir: dal governo Netanyahu altri insulti e volgari minacce agli attivisti della Flotilla
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Miri Regev dopo Ben-Gvir: dal governo Netanyahu altri insulti e volgari minacce agli attivisti della Flotilla

Contro la Flotilla arriva un nuovo video pubblicato su X da un’altra esponente del governo israeliano, la ministra dei Trasporti Miri Regev

Miri Regev dopo Ben-Gvir: dal governo Netanyahu altri insulti e volgari minacce agli attivisti della Flotilla
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21 Maggio 2026 - 19.39


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Dopo il caso del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, che aveva diffuso immagini degli attivisti della Global Sumud Flotilla detenuti e umiliati nel porto di Ashdod, arriva un nuovo video pubblicato su X da un’altra esponente del governo israeliano, la ministra dei Trasporti Miri Regev.

Nel filmato, vengono mostrati gli attivisti della flottiglia mentre si trovano sotto custodia nel porto israeliano dopo l’intercettazione delle imbarcazioni dirette verso Gaza da parte della marina israeliana in acque internazionali.

Le immagini diffuse dalla ministra mostrano le fasi del trasferimento dei fermati nelle aree di detenzione predisposte dalle autorità israeliane ad Ashdod, nel contesto delle procedure successive all’abbordaggio delle navi.

Nel video, Miri Regev commenta le operazioni e definisce i partecipanti alla flottiglia “sostenitori del terrorismo”, aggiungendo che “il carcere è il posto per chi sostiene il terrorismo”.

La diffusione del filmato si inserisce nella scia delle polemiche internazionali già esplose dopo la pubblicazione di contenuti analoghi da parte di Ben-Gvir, che avevano mostrato gli attivisti in stato di detenzione e avevano suscitato reazioni di condanna da parte di organizzazioni per i diritti umani e richieste di chiarimenti sul trattamento riservato ai fermati.

Leggi anche:  La procura di Roma acquisirà il video di Ben-Gvir nell’ambito dell’indagine aperta sull'assalto della Flotilla

La vicenda della Flotilla continua così a generare tensioni diplomatiche e accuse incrociate, mentre sul piano internazionale si moltiplicano gli appelli al rispetto delle norme del diritto umanitario e alla tutela dei diritti dei detenuti.

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