Il nuovo primo ministro sloveno, Janez Janša, ha ordinato la rimozione della bandiera palestinese dall’edificio principale del governo a Lubiana meno di un’ora dopo il suo insediamento, segnando una netta svolta filoisraeliana nella politica estera del Paese.
La bandiera era esposta da due anni per decisione del precedente governo guidato da Robert Golob, che aveva accusato Israele di violare il diritto internazionale e di compiere «chiari atti genocidari» nella Striscia di Gaza.
Sotto Golob, la Slovenia era diventata il primo Stato membro dell’Unione Europea a vietare completamente il commercio di armi con Israele. Il suo governo aveva inoltre riconosciuto lo Stato di Palestina, dichiarato persona non grata due ministri israeliani e si era allineato alle posizioni di Irlanda, Spagna e Norvegia sul riconoscimento dello Stato palestinese.
Janša, stretto alleato del presidente statunitense Donald Trump e sostenitore di Israele, dovrebbe ora rivedere diverse di queste misure, compreso il riconoscimento della Palestina.
Israele ha accolto con favore il cambio di rotta. Il ministro degli Esteri Gideon Saar ha annunciato che Israele aprirà «senza alcun ritardo» la sua prima ambasciata a Lubiana.
