Netanyahu bombarda il Libano per far saltare i negoziati Usa-Iran e Trump la prende male

In un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente statunitense ha criticato apertamente il raid israeliano, sostenendo che sia arrivato in un momento particolarmente delicato

Netanyahu bombarda il Libano per far saltare i negoziati Usa-Iran e Trump la prende male
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14 Giugno 2026 - 18.17


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Donald Trump prende le distanze dall’attacco israeliano condotto oggi nei sobborghi meridionali di Beirut e avverte che un’escalation rischierebbe di compromettere i delicati negoziati in corso con l’Iran.

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In un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente statunitense ha criticato apertamente il raid israeliano, sostenendo che sia arrivato in un momento particolarmente delicato, mentre Washington e Teheran sarebbero vicine a un’intesa che potrebbe ridurre le tensioni nell’intera regione.

«L’attacco di questa mattina a Beirut non avrebbe dovuto verificarsi, in particolare in un giorno così importante, mentre siamo così vicini a un accordo di pace con l’Iran», ha scritto Trump.

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Pur ribadendo il diritto di Israele a difendersi, il presidente americano ha minimizzato l’episodio che ha provocato la risposta israeliana.

«Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l’attacco a cui stava rispondendo era molto piccolo e insignificante. Nessuno è stato colpito, ferito o ucciso e non dovrebbe interrompere questo importante processo», ha aggiunto.

Trump ha poi lanciato un appello alla de-escalation rivolto sia a Israele sia a Hezbollah, il movimento sciita libanese sostenuto dall’Iran.

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«Siamo molto vicini a un accordo che porterà pace nella regione, incluso il Libano, e tutte le parti dovrebbero fermarsi. Non dovrebbero esserci altri attacchi da parte di Israele in nessuna zona del Libano, ma non dovrebbero esserci nemmeno altri attacchi da parte di qualsiasi altro soggetto, compreso Hezbollah, contro Israele».

Secondo Trump, la finestra diplomatica aperta tra Stati Uniti e Iran potrebbe rappresentare un’opportunità storica per ridurre le tensioni in Medio Oriente.

«Potrebbe essere l’inizio di una lunga e bellissima pace. Non mandiamo tutto in fumo», ha concluso.

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Le parole del presidente americano segnano uno dei richiami pubblici più espliciti rivolti al governo di Benjamin Netanyahu negli ultimi mesi e riflettono la preoccupazione della Casa Bianca che un nuovo ciclo di violenze tra Israele, Libano e Hezbollah possa compromettere gli sforzi diplomatici in corso con Teheran.

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