Che Putin fosse dietro alla destra fascista e nazista europea era noto da termpo ma adesso sono usciti allo scopero. Il risultato dell’AfD alle elezioni in Sassonia-Anhalt viene salutato con entusiasmo a Mosca. Kirill Dmitriev, inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin, ha rilanciato lo screenshot del messaggio pubblicato da Donald Trump sul voto tedesco, accompagnandolo con una frase inequivocabile: “Vittoria storica per l’AfD pragmatica.”
La definizione di Dmitriev è significativa perché arriva da un esponente di primo piano del Cremlino e riguarda un partito che chiede di interrompere il sostegno militare all’Ucraina e di ristabilire i rapporti con Mosca.
L’uscita di Dmitriev si inserisce nel rapporto costruito negli anni tra il Cremlino e una parte dell’estrema destra europea. La Russia di Putin ha sostenuto direttamente o indirettamente forze politiche euroscettiche e nazionaliste, individuando in esse interlocutori utili per indebolire l’Unione europea e la sua posizione comune nei confronti di Mosca.
Il Parlamento europeo ha denunciato i contatti sistematici mantenuti dal Cremlino con partiti e movimenti dell’estrema destra europea, finalizzati a ottenere sostegno politico e a legittimare le posizioni russe. Nel 2024 Strasburgo ha inoltre richiamato il caso della rete Voice of Europe, collegata all’oligarca filorusso Viktor Medvedchuk, accusata di avere cercato di influenzare le elezioni europee e di indebolire il sostegno dell’Unione all’Ucraina.
La convergenza è soprattutto evidente sulla guerra. Una parte dell’estrema destra europea sostiene infatti posizioni coincidenti con gli interessi strategici di Mosca: stop alle armi per Kiev, opposizione alle sanzioni contro la Russia e richiesta di negoziati che rischierebbero di consolidare le conquiste territoriali russe.
Per il Cremlino, dunque, il successo di una forza politica che vuole fermare il sostegno all’Ucraina rappresenta anche un successo della propria strategia europea: indebolire il fronte occidentale a sostegno di Kiev e mettere in discussione la capacità dell’Unione europea di mantenere una linea comune nei confronti della Russia.