La lezione è arrivata. Puntuale. Inesorabile. Iettatoria. In Sassonia-Anhalt, piccolo land (tre milioni di abitanti) nella ex Ddr, la Afd è diventata la prima forza politica, a fronte del tracollo della Cdu, il partito del cancelliere Merz.
Ora, ci sarebbe tanto da discutere sulle radici di questo risultato, sul retaggio culturale che ancora segna l’Est della Germania, sul tracollo dei democristiani rappresentati dal peggior cancelliere nella storia della Germania dal secondo dopoguerra ad oggi.
E ancora: molto ci sarebbe da dire e da riflettere autocriticamente sull’esaltazione dei processi di globalizzazione, che tra le loro ricadute socialmente più devastanti, hanno avuto una delocalizzazione selvaggia e una massiccia deindustrializzazione che ha investito anche la “locomotiva d’Europa”: la Germania (vedi i 100mila operai della Volkswagen licenziati).
Ma ai seminatori di sventura di casa nostra tutto ciò non interessa. Loro sono abituati a leggere, analizzare è fatica troppo gravosa, i risultati in altri paesi europei in chiave di bottega politica interna. L’ira funesta del pelide Antonio (Antonio Polito, editorialista de Il Corriere della Sera) si indirizza contro i democratici, italiani ed europei, che non hanno capito che per battere la destra c’è solo un modo: fare le politiche della destra. In primo luogo, sul tema dell’immigrazione. Tema molto serio, che andrebbe trattato come tale. Invece no.
Tutto sembra risolversi in chiave securitaria, nel porre un argine all’”invasione” dei migranti (in Italia inesistente) e, sottolinea Polito, in particolare dei migranti musulmani. Qui l’aggettivo la dice lunga più del sostantivo. Migranti musulmani diviene sinonimo di integralisti musulmani, o peggio ancora di potenziali terroristi musulmani. Il resto viene di conseguenza: a favorire l’affermarsi della destra più oltranzista, razzista, nazifascistoide, sono quelli che continuano a operare per salvare vite umane nel Mediterraneo, a lavorare per l’inclusione, convinti che sicurezza e legalità debbano o possano essere strettamente legate, per contrastare il traffico di esseri umani e togliere i migranti clandestini dalle mani della criminalità organizzata e del caporalato. Sfruttatore.
La paura è un sentimento che la destra cavalca e coltiva, come l’odio verso il Nemico contro cui sfogare il crescente malessere sociale. Governare i flussi migratori è altra cosa. Che investe l’Europa, i rapporti con i Paesi di origine e di transito, l’affrontare le cause che sono alla base di quei flussi, dalle guerre allo sfruttamento neocoloniale dell’Africa e non solo, dal supporto a regimi sanguinari fino alla necessità di pensarci e agire come società multietniche e multiculturali. Un processo complesso ma che non può accettare scorciatoie “vannacciane”.
Non sfugge la polemica interna e il suo bersaglio principale: il Pd della segretaria movimentista, “gruppettara”, pro-Pal, insomma Elly Schlein. Invece di alzare la voce contro Israele, di denunciare il genocidio di Gaza, vedesse un po’ di orientare paura e rabbia contro i migranti che “rubano il lavoro”, importunano le nostre donne, e magari chiedono pure di costruire moschee!!!
Basta parlare di solidarietà, di accoglienza. Lasciamole al Papa o al cardinale Zuppi. Cara Elly, alza la voce, prometti legge e ordine contro i migranti islamici, annuncia che se andrai al governo aumenterai i finanziamenti ai dittatori e criminali travestiti da uomini di Stato della sponda Sud del Mediterraneo perché facciano meglio il lavoro sporco per conto nostro. E poi fai mea culpa per aver votato contro la proroga dell’accordo Italia-Libia, una vergogna incancellabile, e visto che stai sul pezzo riabilita Marco Minniti, il ministro dell’Interno dem, ora folgorato sulla via di Giorgia Meloni, massì, quello che affermò solennemente che “sicurezza è parola di sinistra”, e come primo atto dichiarò guerra alle Ong che operavano nel Mediterraneo.
Tanto che ci frega: i migranti mica votano.
Post scriptum: In Sassonia-Anhalt di migranti islamici non c’è traccia, semmai di rifugiati ucraini, quelli che la Afd vorrebbe ricacciare indietro, con l’entusiastico, e fattivo, sostegno di Putin e pure di Elon Musk.
