Israele continua a colpire il Libano: strage di civili, uccisi anche bambini e due soccorritori

Undici morti, tra cui bambini e due paramedici. È il bilancio dell'ennesimo attacco israeliano contro il sud del Libano, dove la popolazione civile continua a essere sottoposta a una campagna di bombardamenti che non sembra conoscere tregua.

Israele continua a colpire il Libano: strage di civili, uccisi anche bambini e due soccorritori
Bombardamenti israeliani sul Libano
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7 Settembre 2026 - 10.10


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Undici morti, tra cui bambini e due paramedici. È il bilancio dell’ennesimo attacco israeliano contro il sud del Libano, dove la popolazione civile continua a essere sottoposta a una campagna di bombardamenti che non sembra conoscere tregua.

Ancora sangue, ancora macerie, ancora civili uccisi dalle bombe israeliane. Nella notte un raid ha distrutto un edificio residenziale di tre piani a Kfar Remman, nel distretto di Nabatiyeh, nel sud del Libano. Nove persone sono morte sotto le macerie e cinque sono rimaste ferite. Tra le vittime ci sono anche bambini, compreso un neonato di appena due mesi.

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Non è stata una vittima collaterale isolata. Nella stessa area un drone attribuito all’Idf ha colpito un’automobile civile, uccidendo due paramedici dell’Associazione islamica scout Risala, affiliata al movimento sciita Amal. Due persone che, secondo le informazioni disponibili, erano impegnate nei soccorsi sono state così aggiunte alla lista delle vittime.

Le squadre di soccorso hanno estratto dieci feriti dalle macerie e stanno ancora cercando eventuali dispersi.

Un edificio residenziale raso al suolo

Il fatto più drammatico è la natura stessa dell’attacco: un edificio abitato è stato colpito e distrutto, con famiglie travolte dalle macerie. E tra i morti c’è un bambino di appena due mesi.

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Non è possibile raccontare episodi come questo limitandosi al linguaggio asettico delle “operazioni militari”. Quando un bombardamento distrugge un’abitazione e uccide bambini e civili, la questione è quella della protezione della popolazione civile e del rispetto del diritto internazionale umanitario.

Reuters riferisce inoltre che gli attacchi di Kfar Rumman sono avvenuti senza un precedente avviso di evacuazione e che l’esercito israeliano non aveva immediatamente spiegato se fosse a conoscenza della presenza di bambini e soccorritori nei luoghi colpiti.

E non si tratta di un episodio isolato. Amnesty International ha denunciato nei mesi scorsi attacchi israeliani in Libano nei quali intere famiglie sono state cancellate, compresi dodici bambini, sostenendo che vi fossero ragionevoli basi per ritenere che le forze israeliane avessero violato il diritto internazionale umanitario e chiedendo che gli episodi fossero investigati come possibili crimini di guerra.

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Una strage che continua

Il bilancio complessivo rende ancora più sconvolgente la dimensione della tragedia. Secondo il ministero della Salute libanese, dall’inizio dell’offensiva israeliana del 2 marzo sono state uccise almeno 4.362 persone e quasi 12.378 sono rimaste ferite.

Dall’8 ottobre 2023, secondo le autorità libanesi, i morti in Libano sono arrivati a 8.929, mentre i feriti sono 30.614.

Sono numeri che raccontano una devastazione enorme. E mentre Israele continua a giustificare i propri attacchi sostenendo di colpire Hezbollah, a morire sono anche bambini, famiglie e operatori impegnati nei soccorsi.

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A Kfar Remman, nella notte, le bombe hanno raggiunto una casa e un’automobile. Hanno lasciato dietro di sé undici morti, tra cui un neonato di due mesi e due soccorritori.

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