Trump il fuorilegge si scaglia contro la Corte penale internazionale: "Sono una banda di teppisti"

Nel suo intervento all'Assemblea generale dell'Onu, Donald Trump ha lanciato un attacco frontale alla Corte penale internazionale (Cpi), chiedendo a tutti gli Stati che ne fanno parte di ritirarsi immediatamente dal tribunale con sede all'Aia.

Trump il fuorilegge si scaglia contro la Corte penale internazionale: "Sono una banda di teppisti"
Preroll AMP

globalist Modifica articolo

22 Settembre 2026 - 19.37


ATF AMP

Top Right AMP

Nel suo intervento all’Assemblea generale dell’Onu, Donald Trump ha lanciato un attacco frontale alla Corte penale internazionale (Cpi), chiedendo a tutti gli Stati che ne fanno parte di ritirarsi immediatamente dal tribunale con sede all’Aia. “Ci opponiamo con fermezza all’istituzione fuori controllo nota come Cpi”, ha detto il presidente americano, sostenendo che gli Stati Uniti non permetteranno che i loro militari, o “chiunque altro”, siano sottoposti a “indagini o processi farsa” da parte di quello che ha definito un “tribunale anti-americano privo di giurisdizione su di noi”.

Trump ha quindi definito la Cpi “un’istituzione fuorilegge” e ha concluso con un attacco ancora più duro: “Siete una banda di teppisti”. Reuters riferisce che, nella formulazione utilizzata nel discorso, Trump ha definito la Corte anche un “gruppo di persone malvagie” e ha invitato tutte le nazioni aderenti a “ritirarsi ufficialmente” dall’istituzione.

Dynamic 1 AMP

L’attacco arriva mentre l’amministrazione Trump sta preparando una nuova e più pesante offensiva contro la Cpi. Secondo Reuters e il Wall Street Journal, Washington ha preparato sanzioni non più soltanto contro singoli giudici e procuratori, ma contro l’intera istituzione. Le misure potrebbero vietare alla maggior parte delle persone e delle aziende statunitensi di effettuare transazioni con la Corte e, secondo i documenti citati dal Wall Street Journal, potrebbero arrivare a impedire l’utilizzo del sistema finanziario americano, con conseguenze pesanti sulle attività quotidiane del tribunale.

La contrapposizione non è nuova. Gli Stati Uniti non hanno mai ratificato lo Statuto di Roma e quindi non sono membri della Cpi. Washington contesta da sempre la possibilità che il tribunale eserciti la propria giurisdizione su cittadini americani. L’amministrazione Trump ha però intensificato drasticamente lo scontro dopo che la Corte ha emesso, nel novembre 2024, mandati d’arresto contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’allora ministro della Difesa Yoav Gallant, accusati di crimini di guerra e crimini contro l’umanità nell’ambito della guerra a Gaza. Israele, come gli Stati Uniti, non aderisce alla Cpi e respinge la giurisdizione del tribunale.

La Cpi ha inoltre un precedente dossier particolarmente sensibile per Washington: l’indagine sull’Afghanistan, che aveva riguardato anche presunti crimini commessi da militari statunitensi. La stessa amministrazione americana sostiene che la Corte abbia oltrepassato i propri poteri cercando di perseguire esponenti di Stati che non hanno aderito allo Statuto di Roma.

Dynamic 1 AMP

A luglio il segretario di Stato Marco Rubio aveva già annunciato una vera e propria campagna diplomatica per isolare la Corte, invitando altri Paesi a ritirarsi. Washington ha inoltre imposto sanzioni a numerosi giudici e procuratori della Cpi; ad agosto sono stati colpiti anche la presidente della Corte, Tomoko Akane, e un alto funzionario dell’ufficio del procuratore.

Il passaggio di Trump all’Onu arriva dunque alla vigilia di una possibile escalation concreta: secondo Reuters, l’amministrazione americana potrebbe annunciare le sanzioni contro l’intera Corte proprio durante l’Assemblea generale o nei giorni immediatamente successivi. I vertici della Cpi hanno avvertito che misure di questo tipo potrebbero compromettere servizi informatici, assicurazioni, attività investigative e transazioni finanziarie necessarie al funzionamento del tribunale.

Nel frattempo, la pressione americana si inserisce in una fase di particolare difficoltà per la Corte. Cinque Paesi — Burkina Faso, Mali, Niger, Venezuela e Ciad — hanno annunciato il ritiro dallo Statuto di Roma nell’ultimo anno. Il dipartimento di Stato americano ha dichiarato apertamente di voler vedere altri Paesi seguire la stessa strada. La Cpi ha invece espresso rammarico per i ritiri, sostenendo che indeboliscono lo sforzo internazionale contro l’impunità per i crimini più gravi.

Dynamic 1 AMP

Il riferimento a Israele non è stato esplicito nel discorso di Trump, ma è uno degli elementi centrali dello scontro. La Corte ha emesso il mandato contro Netanyahu e Gallant nel 2024; contemporaneamente, la pressione americana sulla Cpi riguarda anche il precedente procedimento sull’Afghanistan e, più in generale, la possibilità che il tribunale possa perseguire cittadini statunitensi. La stampa internazionale legge quindi l’invettiva di Trump all’Assemblea generale come parte di una strategia più ampia per delegittimare e, attraverso sanzioni e pressioni diplomatiche, indebolire la Corte penale internazionale.

FloorAD AMP
Exit mobile version