Trump dice che grazie a lui a Gaza c'è la pace: ma forse è solo una pace 'cimiteriale'
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Trump dice che grazie a lui a Gaza c'è la pace: ma forse è solo una pace 'cimiteriale'

All'Onu l’inquilino della Casa Bianca non si limita a dare i numeri, ma afferma, senza arrossire di vergogna, che una delle 8 guerre a cui ha posto termine è quella di Gaza.

Trump dice che grazie a lui a Gaza c'è la pace: ma forse è solo una pace 'cimiteriale'
Donald Trump
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Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

23 Settembre 2026 - 17.53


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Accertato che non era sotto effetto di sostanze stupefacenti, e registrato che a prendere la parola era il presidente degli Stati Uniti d’America e non una sua imitazione, i 38 minuti del discorso di Donald Trump all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, meriterebbero un trattato di sociopatia applicata alla politica.

Chi scrive non ha le competenze necessarie per cimentarsi su questo, molto più umilmente provo a concentrare l’attenzione su un passaggio del vaniloquio del tycoon, laddove ha riproposto la fakestory delle 8 guerre che grazie a lui sono finite. Ovviamente, questa panzana resta tale anche se ripetuta mille volte. Stavolta, però, l’inquilino della Casa Bianca non si limita a dare i numeri, ma afferma, senza arrossire di vergogna, che una delle 8 guerre a cui ha posto termine è quella di Gaza.

Qui entriamo nella dimensione del metaverso. Oltre uno storytelling che violenta la realtà. Gaza è stata rasa al suolo. Ridotta a un immenso cimitero a cielo aperto. A Gaza si è compiuto un genocidio. A Gaza sono stati massacrati dall’”esercito più morale al mondo” oltre 70mila palestinesi (cifra in difetto), in gran parte donne e bambini. A Gaza si continua a morire sotto le bombe israeliane o per l’impossibilità di essere adeguatamente curati. A Gaza è morta l’umanità. Ma per The Donald, Gaza è un successo da esibire al mondo. Da rivendicare. Con ostentato orgoglio. Da prendere come modello.  Perché lui ha posto fine alla guerra! La red line della decenza è stata abbondantemente superata. Donald il “pacificatore” non è riuscito neanche a far digerire al suo amico Netanyahu un piano in 15 punti messo a punto dagli amici immobiliaristi che Trump ha reclutato nel suo Board of Peace per Gaza. Il criminale di guerra che guida Israele vuole andare avanti sulla linea della guerra perpetua e su più fronti, e, in piena campagna elettorale, rivendica la riconquista israeliana del 75% della Striscia, mentre l’estrema destra già pensa a nuovi insediamenti pure da quelle parti.

Leggi anche:  Trump all’Onu si presenta come il 'presidente della pace' mentre ha destabilizzato il mondo con le sue guerre

Ma quale fine della guerra, Mr President. A Gaza è in atto la soluzione finale della questione palestinese. 

“Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant”, dicevano i saggi latini. “Dove fanno il deserto, lo chiamano pace”. Un deserto, non una Riviera. 

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