Brasile, la Polizia Federale indaga sulle interferenze degli Usa di Trump nelle elezioni

La Polizia Federale brasiliana ha avviato una procedura preliminare per verificare una possibile interferenza straniera nelle elezioni presidenziali del 2026, dopo una denuncia presentata dall'Avvocatura generale dell'Unione

Brasile, la Polizia Federale indaga sulle interferenze degli Usa di Trump nelle elezioni
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6 Ottobre 2026 - 18.42


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La Polizia Federale brasiliana ha avviato una procedura preliminare per verificare una possibile interferenza straniera nelle elezioni presidenziali del 2026, dopo una denuncia presentata dall’Avvocatura generale dell’Unione (AGU).

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A confermarlo è stato il direttore generale della Polizia Federale, Andrei Rodrigues, che ha spiegato che la richiesta dell’AGU è stata trasmessa alla Direzione di intelligence dell’organismo. Non è ancora stato formalmente aperto un’inchiesta giudiziaria: si tratta per ora di un’indagine preliminare, una procedura prevista nelle fasi iniziali degli accertamenti.

La denuncia riguarda il possibile finanziamento da parte del governo statunitense di Donald Trump di un’agenda dell’estrema destra in Brasile, con l’ipotesi che tali attività possano avere avuto tra i loro obiettivi l’interferenza nel processo elettorale.

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La richiesta dell’AGU è arrivata dopo un’inchiesta pubblicata dal Guardian, secondo cui il Dipartimento di Stato americano avrebbe destinato un milione di dollari a un programma denominato «Combattere il lawfare e la censura in Brasile», destinato a gruppi della società civile critici nei confronti del Supremo Tribunale Federale brasiliano.

Secondo il Guardian, il finanziamento rientrava in un più ampio stanziamento di oltre 175 milioni di dollari del Fondo per i diritti umani e la democrazia del Dipartimento di Stato, destinato a progetti internazionali in linea con le priorità dell’amministrazione Trump.

Rodrigues ha precisato che gli accertamenti sulla possibile interferenza elettorale sono distinti dall’indagine avviata dopo le segnalazioni dell’ambasciata statunitense su presunte minacce contro sedi diplomatiche. In quel caso, la Polizia Federale ha effettuato perquisizioni, ma non ha trovato elementi concreti che indicassero un piano di attacco.

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L’apertura della procedura non costituisce dunque una conferma dell’interferenza statunitense, ma l’avvio ufficiale di accertamenti su una denuncia che riguarda finanziamenti e possibili attività dirette a influenzare il dibattito politico e istituzionale brasiliano.

La questione arriva dopo mesi di tensioni tra Washington e Brasilia. A luglio, il Brasile aveva inoltre respinto le richieste di visto presentate da due funzionari del governo Trump che intendevano recarsi nel Paese per mettere in discussione l’integrità del sistema elettorale brasiliano, secondo quanto riferito da Reuters.

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