Cisgiordania, Israele ferma cinque volontarie italiane che proteggevano i raccoglitori di olive palestinesi
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Cisgiordania, Israele ferma cinque volontarie italiane che proteggevano i raccoglitori di olive palestinesi

Nuovo fermo di attivisti internazionali in Cisgiordania, dove la presenza di volontari stranieri impegnati a proteggere i raccoglitori di olive palestinesi è diventata oggetto di interventi delle forze israeliane.

Cisgiordania, Israele ferma cinque volontarie italiane che proteggevano i raccoglitori di olive palestinesi
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22 Ottobre 2026 - 23.39


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Nuovo fermo di attivisti internazionali in Cisgiordania, dove la presenza di volontari stranieri impegnati a proteggere i raccoglitori di olive palestinesi è diventata oggetto di interventi delle forze israeliane. Questa volta il gruppo fermato comprende cinque cittadine italiane, intercettate nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron.

A rendere noto l’accaduto è stata la Farnesina, che ha chiesto alle autorità israeliane chiarimenti urgenti sulle circostanze del fermo e il rilascio delle connazionali. L’ambasciata italiana a Tel Aviv e il Consolato generale d’Italia a Gerusalemme si sono attivati non appena ricevuta la notizia. Al momento, secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri, le cinque donne si trovano presso una stazione di polizia israeliana.

L’episodio segue quello del 21 ottobre, quando erano stati fermati altri volontari internazionali, tra cui gli italiani Manuel e Alberto Tartarotti, padre e figlio originari di Bolzano, rispettivamente di 35 e 67 anni. I due erano arrivati in Cisgiordania per consegnare fondi umanitari e sostenere la raccolta delle olive. Dopo essere stati trattenuti per ore, sono stati espulsi da Israele e destinatari di un divieto di rientro della durata di dieci anni.

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La stretta sui volontari si inserisce in un contesto sempre più difficile per le comunità palestinesi impegnate nella raccolta delle olive, attività fondamentale per il sostentamento di molte famiglie. Nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli attacchi dei coloni israeliani contro agricoltori e persone presenti nei campi per offrire protezione e documentare le violenze.

Ieri, inoltre, un’operazione su vasta scala delle Forze di difesa israeliane aveva portato al fermo di circa 90 volontari internazionali. Tra loro figurava Brad Lander, candidato democratico al Congresso degli Stati Uniti, successivamente rilasciato insieme a decine di altri attivisti, ma sottoposto a severe restrizioni negli spostamenti.

La raccolta delle olive è diventata uno dei momenti più delicati per la popolazione palestinese della Cisgiordania. Alle difficoltà legate all’accesso ai terreni si aggiungono le aggressioni dei coloni, che nelle scorse settimane hanno colpito anche una fotoreporter del Wall Street Journal e preso di mira veicoli diplomatici europei.

Il fermo delle cinque italiane apre ora un nuovo caso diplomatico. Roma ha chiesto spiegazioni a Israele, mentre resta da chiarire quali siano le contestazioni mosse alle volontarie e quando potranno essere rilasciate.

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