Come è difficile sapere uscire di scena. Uscire con intelligente umiltà. Come è difficile farsi di lato, se non da parte, e ammettere, anzitutto con se stessi, che il tempo passa e che la fiaccola della politica, perché di questo parliamo ora ma il discorso potrebbe allargarsi ad ogni attività della vita, è giusto che passi alle giovani generazioni, perché loro è il futuro e a loro spetta il diritto-dovere di costruirlo.
Come è difficile evitare di ergersi a professori di buona politica dispensando bassi voti se non addirittura bacchettate mediatiche a chi da giovane pensa e dice quello che la stragrande maggioranza dei propri coetanei pensa e dice anche se la politica fa finta di non sentirli. Quanto è difficile smettere i panni del vecchio maestro, che di vita ne sa tanto e di politica ancor di più, almeno crede, che esercita una malriuscita ironia nei confronti di una giovane dirigente del Pd – Virginia Libero, segretaria dei Giovani democratici – che dal palco della Festa nazionale dell’Unità si era permessa di dire che occorre disertare le guerre, le guerre di Trump, di Putin, di Netanyahu.
Come è difficile sottrarsi al giudizio sferzante, condito da una gratuita ironia. E come non contare fino a 100, pensando al Paese e al mondo che abbiamo loro lasciato in eredità, prima di lasciarsi andare ad uno show mediatico di pessimo gusto.
Ecco, il Professore ha steccato. Alla grande. La lezioncina impartita alla giovane Virginia è venuta male. “Una posizione di questo tipo (contro le guerre “organizzeremo i disertori”, ndr.) non so come possa conciliarsi con la politica del partito”. L’ex premier lo ha sentenziato intervenendo alla trasmissione di Radio24 ‘Immagini, uno sguardo sulla attualità”. ”Quando l’ho sentita – ha detto Prodi – ho detto speriamo che cresca, perché se c’è uno che ha sempre lottato per la pace sono io, però qui ci troviamo di fronte a una scelta ben chiara, una politica obbligata da una serie di circostanze che hanno aperto una guerra incredibile. Una posizione di questo tipo non so come possa conciliarsi con la politica del partito, io ritengo che questa sia un’affermazione fuori dal disegno che il PD porta avanti; quindi, una proposta che non è del PD e che non è mai neanche stata discussa all’interno del PD, a quanto so io; quindi, prendiamola come un errore di sbaglio, direbbe Topo Gigio”.
Quando imperversava Topo Gigio, Virginia Libero erano ancora tanto lontana dal nascere. Mentre Virginia, e le sue coetanee e coetanei, vivono la loro gioventù in un mondo di merda, scusate il francesismo, dove vige la legge del Far-West, dove a decidere sulla vita e la morte di milioni di persone sono autocrati, satrapi, dittatori, sultani, primi ministri criminali di guerra, che hanno ridotto il diritto internazionale a carta straccia, che hanno centuplicato in una decina di anni le spese militari.
Contro questo mondo schifoso, i giovani provano a ribellarsi. E lo fanno con una radicalità che non viene loro solo dall’essere giovani. Quella radicalità è un punto di vista sul mondo, su ciò che andrebbe fatto per renderlo un luogo migliore. La radicalità che ti porta a fare scelte di campo nette, sulla Palestina, sul disarmo, sulla giustizia sociale, sulla difesa dell’ambiente, sul diritto alla casa e a un lavoro dignitoso, non solo in termini di retribuzione ma di sicurezza e di prospettiva.
Questo Virginia Libero ha detto a Reggio Emilia e ribadito, punto su punto, parlando nei giorni successivi, in programmi televisivi o in dichiarazioni pubbliche.
Radicalità. Parola invisa ai vetusti editorialisti dei giornali mainstream; aborrita da coloro che nel centrosinistra, confondono, non so se per ignoranza o per faciloneria politica, riformismo con moderatismo, e considerano “cultura di governo” l’amministrazione dell’esistente che non scalfisce minimamente, tutt’altro, l’establishment che detta legge.
Least but non last, della lezioncina del Professore colpisce l’italico vezzo di parlare a nuora perché suocera intenda. Caro professor Prodi, da Lei non ce lo saremmo aspettati. Non ci saremmo aspettati di usare l’attacco alla giovane dirigente dem per lanciare un avvertimento alla segretaria del PD, Elly Schlein che, è il pizzino mediatico spedito, dovrebbe bacchettare e prendere le distanze dal radicalismo della Libero, che, dice Prodi, non c’entra niente con la linea del Partito democratico. Manca solo la richiesta di una riunione dei probiviri, se esistono ancora, per sanzionare chi è fuori “linea”.
Eh sì, è proprio difficile uscire bene di scena.
Post scriptum. Cara Virginia, anch’io, ormai anzianotto, non ti auguro ma so che crescerai bene. Restando quella che sei e non dando retta a lezioncine venute male.