Vescovi, la riforma silenziosa
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Vescovi, la riforma silenziosa

Nel 2024 Papa Francesco aveva affidato a dieci gruppi di studio le questioni rimaste aperte dopo la prima sessione del Sinodo dei vescovi. Leone XIV ha disposto che le relazioni finali siano pubblicate per intero.

Vescovi, la riforma silenziosa
Il cardinale Reina e papa Leone XIV
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Antonio Spadaro Modifica articolo

20 Settembre 2026 - 11.27


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C’è una riforma in corso nella Chiesa cattolica che non ha bisogno di una legge nuova.

Nel 2024 Papa Francesco aveva affidato a dieci gruppi di studio le questioni rimaste aperte dopo la prima sessione del Sinodo dei vescovi. Leone XIV ha disposto che le relazioni finali siano pubblicate per intero.

L’8 settembre è uscita la seconda parte del rapporto del gruppo incaricato dei criteri per la scelta dei vescovi.

Fino all’aprile del 2025 ne faceva parte Robert Prevost, allora prefetto del dicastero per i Vescovi. Oggi, con il nome di Leone XIV, è lui a ordinarne la pubblicazione.

Il cuore della proposta riguarda il nunzio apostolico, l’ambasciatore del Papa in un Paese. Si dice deve avere un profilo sinodale e missionario, così da riconoscere le stesse qualità in chi viene proposto come pastore. Fuori dal linguaggio ecclesiastico: le regole restano quelle. Cambia chi viene ascoltato prima che un nome arrivi sulla scrivania del Papa.

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Il diritto canonico affida già ai vescovi locali il compito di proporre i candidati. Il rapporto non tocca quella norma, chiede solo che l’ascolto diventi più sistematico, profondo, missionario. Non serve un motu proprio: basta un altro tipo di nunzio perché col tempo cambi il profilo di chi diventa vescovo.

C’è poi la storia dietro la storia. Fu attraverso Prevost che il gruppo ottenne da Francesco un permesso tutt’altro che scontato: esaminare le istruzioni riservate inviate ai rappresentanti pontifici sulle nomine episcopali, carte precluse a molti cardinali.

Chi oggi è Papa ha scelto di rendere pubblico il funzionamento di una macchina che ha attraversato da cardinale.

Resta da vedere se quella sensibilità produrrà negli anni un episcopato riconoscibile. Le encicliche si discutono, i documenti si archiviano. I vescovi, una volta nominati, restano in carica per decenni. E plasmano il volto della Chiesa.

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