A Genova è tornato a comparire lo striscione “Qui nessuno è straniero”, già diventato uno dei simboli della protesta contro le nuove misure sulla scuola volute dal ministro Giuseppe Valditara. La vicenda nasce dalla contestazione al decreto approvato dal governo, che introduce tra l’altro un tetto del 30% per gli studenti stranieri nelle classi e il divieto di indossare a scuola burqa e niqab.
Lo striscione era stato esposto a Genova nei giorni della mobilitazione contro il provvedimento. A un certo punto, secondo quanto denunciato dai promotori della protesta, un agente di polizia lo avrebbe rimosso. Il gesto ha provocato una nuova discussione sul significato della protesta e sulla gestione, da parte delle forze dell’ordine, delle iniziative di dissenso.
La scritta è poi ricomparsa, rilanciando una contestazione che a Genova aveva già avuto diverse occasioni nelle mobilitazioni studentesche contro le politiche del ministero. La città era stata infatti teatro anche delle proteste contro la riforma degli istituti tecnici e contro le misure considerate dagli studenti penalizzanti per la scuola pubblica.
Il caso dello striscione si inserisce così in un confronto più ampio aperto dal nuovo decreto. Il governo sostiene che il limite agli studenti stranieri e le altre misure servano a favorire l’integrazione e a evitare la formazione di classi considerate “ghetto”. Le opposizioni contestano invece l’impostazione del provvedimento. Angelo Bonelli, per esempio, ha sostenuto che “nella scuola nessuno è straniero”, criticando la scelta del governo.
A Genova, intanto, quella frase è tornata sullo striscione. E la sua rimozione da parte di un agente, seguita dalla ricomparsa, ha trasformato un episodio apparentemente marginale in un nuovo capitolo della protesta contro il decreto Valditara.