“Abitare il Rinascimento”: a Siena rivive l’arte della casa
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“Abitare il Rinascimento”: a Siena rivive l’arte della casa

Dal Rinascimento all'epoca della Maniera, Palazzo delle Papesse diventa lo sfondo di un viaggio nelle dimore rinascimentali.

“Abitare il Rinascimento”: a Siena rivive l’arte della casa
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14 Maggio 2026 - 14.45 Culture


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Dal 22 maggio al 1 novembre 2026 le sale di Palazzo delle Papesse ospiteranno “Abitare il Rinascimento.  Arredi domestici a Siena dal XV secolo all’epoca della Maniera” una grande mostra dedicata alla cultura dell’abitare nella Siena rinascimentale. L’apertura al pubblico è prevista per il 22 maggio mentre l’anteprima inaugurerà il progetto espositivo il 21 maggio. 

Curata da Laura Bonelli e Marilena Caciorgna, l’esposizione riunisce oltre ottanta opere tra cassoni nuziali, spalliere, lettucci, testate di letto, tessuti e suppellettili provenienti da musei, istituzioni e collezioni private italiane e straniere, con l’obiettivo di restituire al pubblico la ricchezza della produzione artistica destinata agli interni domestici tra XV e XVI secolo.

La mostra si distingue per un impianto che non si limita alla presentazione delle opere come singoli manufatti d’arte, ma punta a ricostruire gli ambienti originari per i quali furono concepite. Attraverso allestimenti immersivi, le sale del palazzo rinascimentale senese evocano camere e spazi privati delle dimore aristocratiche, riportando questi arredi alla loro funzione narrativa, simbolica e quotidiana.

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Fulcro del percorso è la camera da letto, luogo centrale della vita familiare e della celebrazione matrimoniale. Cassoni e spalliere dipinti con storie di eroi ed eroine non avevano soltanto una funzione decorativa, ma trasmettevano modelli morali e virtù legate all’amore coniugale, alla fedeltà e alla continuità della stirpe.

L’esposizione offre inoltre l’occasione per approfondire il ruolo delle botteghe senesi seguendo il lavoro di artisti come Francesco di Giorgio Martini, Benvenuto di Giovanni, Bernardino Fungai, Girolamo del Pacchia, Domenico Beccafumi e Andrea Piccinelli. 

Numerosi i prestiti che rendono possibile il progetto, provenienti da importanti istituzioni come Opera della Metropolitana di Siena, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Pinacoteca Nazionale di Siena, Museo Stibbert, Museo Nazionale del Bargello e il Musée du Petit Palais- Musée du Louvre en Avignon, e anche da collezionisti privati, che acquistarono le opere  

Per l’occasione sono stati eseguiti anche molti restauri da parte di importanti laboratori, che sono riusciti a far risplendere e a restituire il fascino a numerose opere.

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Prodotta da Opera Laboratori, Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Vernice Progetti Culturali, la mostra è accompagnata da un catalogo edito da Sillabe e rappresenta uno dei principali appuntamenti espositivi del 2026 dedicati al Rinascimento italiano.

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