Se c’era bisogno di un’altra, l’ennesima, vergognosa conferma, sulla complicità dell’Europa nel genocidio di Gaza e nel lasciare impunito il criminale di guerra che guida Israele, questa conferma la si è avuta ieri.
Chi scrive fa sua l’argomentata denuncia di Oxfam: “In occasione del Consiglio dei Ministri del Esteri Ue abbiamo assistito all’ennesimo imbarazzante rinvio della sospensione dell’Accordo di associazione con Israele, nonostante il genocidio perpetrato a Gaza e i crimini commessi in Libano e in Cisgiordania verso la popolazione civile. Una mancanza di posizione comune arrivata anche per il parere contrario dell’Italia.
‘Queste discussioni continuano a susseguirsi senza portare ad alcuna azione verso Israele e sono quindi prive di qualsiasi significato. – rimarca Paolo Pezzati, portavoce sulle crisi umanitarie di Oxfam Italia – Nel frattempo, Israele continua a uccidere, ferire e causare lo sfollamento forzato di milioni di persone. Per questo, quindi, la sospensione dell’Accordo di Associazione UE-Israele non può essere più rinviata’.
‘La domanda a questo punto è: di quali altre prove ha bisogno l’UE per mettere fine all’impunità di Israele? La realtà è ogni giorno di fronte agli occhi dell’opinione pubblica mondiale. – continua Pezzati – Dall’ultima revisione dell’Accordo abbiamo assistito al palese disprezzo di Israele per le regole di guerra, alle uccisioni di civili e ai bombardamenti di ospedali e scuole, al genocidio in corso a Gaza, alla pulizia etnica attuata in Cisgiordania e alla discriminatoria legge adottata dalla Knesset sulla pena di morte. Intanto i cessate il fuoco in Libano e a Gaza sono solo teorici. In Libano, Israele ha ucciso migliaia di persone, sfollandone con la forza più di un milione e di certo un cessate il fuoco di dieci giorni, durante il quale gli attacchi israeliani non si sono fermati, non permetterà alla popolazione di ricostruire le proprie vite’.
‘Di fronte a tutto questo serve perciò la volontà politica per superare l’attuale stallo a livello europeo. Se l’Ue non riesce a prendere una posizione unitaria allora è tempo che i singoli Paesi agiscano separatamente per sospendere i loro rapporti commerciali con Israele. Non farlo significa essere complici. – aggiunge Pezzati – Tuttavia la posizione espressa dal Ministro Tajani è sconfortante e appare puramente di facciata, perché mentre condanna l’azione di Israele in Cisgiordania e in Libano non riesce ad essere conseguente, ventilando sanzioni rispetto alle violenze dei coloni ma non schierandosi a favore della sospensione dell’Accordo, nonostante le palesi violazioni dei diritti umani perpetrate da Israele’.
‘In particolare, le dichiarazioni di Tajani descrivono un doppio standard. – conclude Pezzati – Il Ministro infatti esprime contrarietà alla sospensione perché ‘si colpisce la popolazione che non ha nulla a che fare con i fatti compiuti dai militari o riconducibili al Governo’. Senza tener conto che le misure restrittive servono proprio a questo, ossia a colpire nella sua interezza uno Stato che compie violazioni del diritto internazionale e vengono usate come leva per fare cambiare linea politica al governo. Ma Israele non era l’unica democrazia del Medio Oriente? Come si fa quindi a separare la responsabilità del suo governo da quella della popolazione? Applicando il ragionamento di Tajani dovremmo dedurre che la popolazione russa è dunque responsabile dei crimini commessi in Ucraina?”.
Così Pezzati. Non c’è altro da aggiungere. O forse sì. La conferma che alla Farnesina c’è un ministro senza coraggio, una barzelletta vivente. La parodia di Don Abbondio.
Quanto poi all’Europa, ad eccezione del premier spagnolo, siamo al cospetto di nani politici, di pseudo leader trattati per quello che sono dal gangster della Casa Bianca: dei servi, più o meno sciocchi, che ogni tanto ruggiscono. Ma il loro è il ruggito del coniglio.
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