L'Europa sanziona i coloni violenti. E il governo che li sostiene no?
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L'Europa sanziona i coloni violenti. E il governo che li sostiene no?

Quello in atto da tempo in Cisgiordania, per non parlare di Gaza, è terrorismo di Stato, e non l’azione criminale di una sparuta minoranza di facinorosi.

L'Europa sanziona i coloni violenti. E il governo che li sostiene no?
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Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

11 Maggio 2026 - 21.55


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Volete l’ennesima riprova dell’ipocrisia europea? Leggete quanto segue: “I ministri degli Esteri dell’Ue hanno appena dato il via libera alle sanzioni contro i coloni israeliani per gli atti di violenza contro i palestinesi e hanno, inoltre, concordato nuove sanzioni nei confronti di esponenti di spicco di Hamas. Era ora di passare dall’impasse all’azione concreta. L’estremismo e la violenza comportano delle conseguenze”. Lo scrive su X l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas.

E qui, stando al politically correct, dovrebbero scattare gli applausi. Grazia ma proprio no. Lasciamo i peana alla stampa mainstream. No, non ci siamo. No, non ci stiamo. A “Mrs Pesc” noi di Globalist vorremmo porre, con estrema pacatezza e cordialità, la seguente domanda: “Scusi, Signora Kallas, ma come identificherete i coloni violenti. Chi vi fornirà nomi e cognomi, oltre che conti bancari? Il governo d’Israele, che quei coloni copre? O l’esercito israeliano che quei coloni assiste e supporta?”. 

Globalist ha documentato con decine di articoli, con il contributo determinante delle miglior firme del giornalismo israeliano, che quello in atto da tempo in Cisgiordania, per non parlare di Gaza, è terrorismo di Stato, e non l’azione criminale di una sparuta minoranza di facinorosi. L’apartheid imposto con la forza, il furto delle risorse idriche, la distruzione degli uliveti, gli assalti ai villaggi palestinesi della Cisgiordania, i civili uccisi o feriti, non sono il portato dell’azione di un manipolo di coloni violenti, ma un disegno perseguito da chi governa Israele e praticato dall’”esercito più morale al mondo”. In Cisgiordania, basta leggere gli straordinari reportage di due immensi giornalisti israeliani, Amira Hass e Gideon Levy, per avere contezza del sistema criminale impiantato da anni nei territori palestinesi occupati. Per chi governa Israele, quei coloni non sono dei criminali, ma degli eroi. Da sostenere, plaudire, magari eleggerne più di uno alla Knesset e magari farli pure ministri (cosa che è già avvenuta). In Cisgiordania la violenza è legalizzata, l’impunità garantita. In Cisgiordania, hanno denunciato ex primi ministri, Ehud Olmert, Ehud Barak, agisce il terrorismo ebraico. Impunito. Un terrorismo di Stato. Un terrorismo che spesso vesta la divisa militare. L’Europa su tutto questo fa finta di non sapere, di non vedere. 

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No, Signora Kallas, la decisione presa, peraltro con colpevole ritardo, dai ministri degli Esteri dei Paesi Ue, di coraggioso non ha nulla. Ma ha molto, molto di presa in giro. Di fumo negli occhi di una opinione pubblica europea sempre più indignata per i crimini commessi da Israele a Gaza, in Cisgiordania, in Libano. 

Perché per l’ennesima volta si è evitato di sanzionare Israele, il suo governo, i suoi governanti. Volete fare una cosa che sappia di giustizia, sia pure limitata? Allora sanzionate il primo ministro Benjamin Netanyahu, bloccate i suoi conti all’estero. E se avete una dose in più di coraggio, applicate quanto richiesto dai giudici della Corte penale internazionale, che ha emesso un mandato di arresto nei confronti del primo ministro d’Israele, Benjamin Netanyahu, per crimini di guerra. 

Non lo farete mai. E questa resterà una vergogna indelebile. 

Post-scriptum. Nonostante questa parvenza d’indurimento, il governo israeliano s’inalbera e reagisce attaccando. «Israele respinge fermamente la decisione di imporre sanzioni a cittadini e organizzazioni israeliane. L’Ue ha scelto in modo arbitrario a causa delle sue opinioni politiche e senza alcun fondamento». Lo afferma su X il ministro degli Esteri dello Stato ebraico, Gideon Sa’ar, in risposta all’intesa raggiunta nel Consiglio Affari Esteri dell’Unione sulle sanzioni ai coloni israeliani violenti. «Oltraggioso è anche il paragone che l’Ue ha scelto di fare tra cittadini israeliani e terroristi di Hamas, un’equivalenza morale completamente distorta. Israele ha sempre difeso diritto degli ebrei a stabilirsi nel cuore della nostra patria».  «Nessun altro popolo al mondo – sostiene il ministro degli esteri israeliano – ha un diritto alla propria terra così documentato e consolidato come quello del popolo ebraico alla Terra d’Israele». «Questo è un diritto morale e storico, riconosciuto anche dal diritto internazionale, e nessun soggetto può sottrarlo al popolo ebraico», ha aggiunto Sa’ar, definendo «inaccettabile» il tentativo europeo «di imporre opinioni politiche attraverso le sanzioni».

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Questa è la dichiarazione. Avete capito chi governa Israele?!.

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