Netanyahu vuole occupare il 70% di Gaza: palestinesi sempre più ammassati in una Striscia ridotta a ghetto
Top

Netanyahu vuole occupare il 70% di Gaza: palestinesi sempre più ammassati in una Striscia ridotta a ghetto

Il primo ministro israeliano ha dichiarato pubblicamente di aver ordinato all’esercito di estendere il controllo israeliano sul 70% della Striscia di Gaza

Netanyahu vuole occupare il 70% di Gaza: palestinesi sempre più ammassati in una Striscia ridotta a ghetto
Preroll

globalist Modifica articolo

28 Maggio 2026 - 19.50


ATF

Benjamin Netanyahu scopre definitivamente le carte. Il primo ministro israeliano ha dichiarato pubblicamente di aver ordinato all’esercito di estendere il controllo israeliano sul 70% della Striscia di Gaza, lasciando intendere che l’obiettivo finale potrebbe essere persino totale.

Durante una conferenza organizzata dalla Ein Prat Leadership, in un intervento pronunciato in ebraico e rilanciato dal canale televisivo Channel 12, Netanyahu ha spiegato che Israele controlla già gran parte del territorio palestinese devastato dalla guerra.

“Al momento, controlliamo pienamente il 60% del territorio della Striscia di Gaza… e la mia direttiva è di arrivare al… 70%”, ha affermato il premier israeliano.

Quando dalla platea qualcuno ha urlato che Israele dovrebbe occupare il “100%” della Striscia, Netanyahu non ha preso le distanze. Anzi. “Procediamo per gradi”, ha risposto. “Prima il 70%, inizieremo da lì”.

Parole che confermano ciò che ormai appare evidente sul terreno: la popolazione civile palestinese viene progressivamente compressa in aree sempre più piccole, sovraffollate e invivibili, mentre l’esercito israeliano amplia sistematicamente le zone sotto il proprio controllo.

Leggi anche:  I ministri israeliani sono bugiardi devono lasciare in pace le flottiglie

Milioni di persone sono ormai ammassate in porzioni ridottissime della Striscia, senza case, infrastrutture, acqua stabile o servizi sanitari adeguati. Interi quartieri sono stati cancellati dai bombardamenti e vaste aree vengono dichiarate militarmente interdette o sottoposte a evacuazioni continue che spingono i civili sempre più a sud e verso la costa.

Le dichiarazioni di Netanyahu rafforzano le accuse internazionali secondo cui dietro l’offensiva militare non vi sarebbe soltanto la distruzione di Hamas, ma anche una strategia di svuotamento progressivo della Striscia attraverso condizioni di vita insostenibili, tali da favorire l’emigrazione forzata dei palestinesi.

Una prospettiva che molti osservatori, organizzazioni umanitarie e giuristi internazionali definiscono ormai apertamente come un progetto di pulizia etnica: ridurre Gaza a un territorio frammentato, militarizzato e inabitabile, costringendo la popolazione a fuggire o a sopravvivere in enclave sempre più ristrette sotto controllo israeliano.

Le parole del premier israeliano arrivano mentre cresce l’allarme internazionale per la catastrofe umanitaria nella Striscia e mentre continuano le pressioni diplomatiche per un cessate il fuoco stabile. Ma le dichiarazioni sul “70%” mostrano che il governo Netanyahu continua a ragionare in termini di conquista territoriale e controllo permanente di Gaza.

Native

Articoli correlati