Keir Starmer si dimette da leader del Partito Laburista e poi da primo ministro
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Keir Starmer si dimette da leader del Partito Laburista e poi da primo ministro

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato lunedì le sue dimissioni dalla guida del Partito Laburista, una decisione che comporterà anche la sua uscita dall’incarico di capo del governo.

Keir Starmer si dimette da leader del Partito Laburista e poi da primo ministro
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22 Giugno 2026 - 11.22


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Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato lunedì le sue dimissioni dalla guida del Partito Laburista, una decisione che comporterà anche la sua uscita dall’incarico di capo del governo.

Da settimane Starmer era sottoposto a forti pressioni affinché lasciasse il ruolo, soprattutto dopo i deludenti risultati ottenuti dal Labour nelle elezioni locali di inizio maggio. La situazione è precipitata quando un rivale interno al partito, l’ex sindaco di Manchester Andy Burnham, ha chiarito la propria intenzione di sfidarlo per la leadership.

Nonostante Starmer avesse inizialmente promesso di restare al suo posto, la sua posizione è diventata sempre più fragile man mano che cresceva il numero di colleghi convinti che il suo ciclo politico fosse terminato. Il processo si è accelerato dopo che Burnham ha lasciato l’incarico di sindaco ed è stato eletto la scorsa settimana alla Camera dei Comuni, passaggio considerato indispensabile per chi ambisce a diventare primo ministro.

Le dimissioni segnano la conclusione di un periodo particolarmente turbolento per Starmer, a meno di due anni dalla netta vittoria elettorale che aveva riportato il Labour al governo e a meno di due mesi da una tornata di elezioni locali che aveva evidenziato il malcontento degli elettori nei confronti della sua leadership.

In una dichiarazione pronunciata davanti al numero 10 di Downing Street, residenza ufficiale del premier a Londra, Starmer ha difeso il proprio operato prima di affermare:

«La domanda che il mio partito si sta ponendo ora è se io sia la persona più adatta a guidarlo verso le prossime elezioni. Ho ascoltato la risposta… e la accetto con serenità. Ogni decisione che ho preso è stata dettata dal desiderio di mettere al primo posto il Paese che amo.»

Ha quindi annunciato:

«Mi dimetterò da leader del Partito Laburista.»

Se il Labour dovesse convergere rapidamente su un unico candidato senza una competizione interna, Starmer potrebbe lasciare il ruolo di primo ministro già a luglio. In caso di elezione interna, il nuovo leader sarà scelto entro settembre, quando il Parlamento tornerà a riunirsi dopo la pausa estiva.

Starmer ha assicurato al suo successore «pieno e incondizionato sostegno».

Visibilmente commosso nella parte finale del suo discorso, ha parlato dei suoi figli, definiti il suo «orgoglio e la sua gioia», aggiungendo che, dopo aver lasciato «il lavoro più importante del Paese», intende dedicarsi a «quello più importante di tutti: essere il miglior marito possibile» per sua moglie Victoria, che ha descritto come «una roccia» al suo fianco nei momenti difficili e in quelli felici.

L’ascesa di Andy Burnham

Il principale favorito alla successione è Andy Burnham, ex sindaco di Manchester, recentemente eletto alla Camera dei Comuni. Pur non essendo un requisito previsto dalla legge, da decenni i primi ministri britannici vengono scelti tra i deputati in carica.

A gennaio, la dirigenza laburista aveva ostacolato un tentativo di Burnham di candidarsi a un’altra elezione locale, una mossa interpretata da molti come un tentativo di limitare la sua crescente influenza politica.

Burnham e Starmer si sono spesso trovati su posizioni diverse riguardo a diverse questioni politiche.

Se il partito dovesse optare per una cosiddetta “incoronazione”, evitando una vera competizione interna, Burnham è considerato il candidato più probabile alla guida del Labour e del governo, anche se altri esponenti del partito starebbero valutando una candidatura.

Nel discorso pronunciato dopo la vittoria nel collegio di Makerfield, Burnham — soprannominato il «Re del Nord» per il suo lungo mandato alla guida di Manchester — ha lasciato intendere chiaramente le proprie ambizioni:

«Tutti sanno che la politica non sta funzionando. Tutti percepiscono che il Paese non è dove dovrebbe essere. Questa sera potrebbe, davvero potrebbe, rappresentare un punto di svolta.»

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