I coloni israeliani sono tornati nell’insediamento illegale di Ganim, a est di Jenin, un giorno dopo che le forze israeliane avevano demolito 26 negozi palestinesi nella zona.
I coloni hanno issato bandiere israeliane lungo il percorso dal checkpoint di Jalameh fino all’insediamento, nella Cisgiordania occupata.
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich aveva esaltato mercoledì le demolizioni, definendole un “passo essenziale per rafforzare gli insediamenti e la sicurezza, che rappresentano il muro protettivo dello Stato di Israele”.
Tutti gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, sono illegali secondo il diritto internazionale. Una posizione ribadita nel 2024 da un parere consultivo della Corte internazionale di giustizia, che ha stabilito l’illegalità della prosecuzione dell’occupazione israeliana dei territori palestinesi.
Ganim è uno dei quattro insediamenti nella Cisgiordania occupata evacuati nel 2005, nell’ambito del piano di disimpegno promosso dall’allora primo ministro israeliano Ariel Sharon, che prevedeva l’evacuazione di 25 insediamenti dai territori palestinesi.
Lo scorso anno il governo israeliano ha approvato la ricostituzione di Ganim, insieme ad altri 19 insediamenti.