Tajani e Meloni: quando la miseria politica su Ceuta si lamenta della risposta della Spagna
Top

Tajani e Meloni: quando la miseria politica su Ceuta si lamenta della risposta della Spagna

Di fronte a un'operazione di questo tipo, il governo italiano avrebbe dovuto essere al fianco di Madrid, denunciando l'uso dei migranti come strumento di ricatto internazionale e difendendo il governo spagnolo

Tajani e Meloni: quando la miseria politica su Ceuta si lamenta della risposta della Spagna
Preroll

globalist Modifica articolo

9 Agosto 2026 - 13.01


ATF

Le parole di Antonio Tajani sulla crisi di Ceuta raccontano bene la miseria della posizione assunta dal governo Meloni. “Abbiamo sospeso Schengen, come prevedono i Trattati, perché a Ceuta è successo qualcosa di straordinario”, dice il ministro degli Esteri, per poi accusare la Spagna di avere revocato Schengen “per ritorsione” e di provocare così un danno al turismo.

I soliti estremisti di destra, sedicenti ‘liberali’ di Forza Italia compresi. Una ricostruzione che rovescia completamente il senso di ciò che è accaduto e che soprattutto evita accuratamente la questione politica centrale: l’enorme pressione migratoria su Ceuta è stata utilizzata dal Marocco per esercitare pressione sulla Spagna.

Di fronte a un’operazione di questo tipo, il governo italiano avrebbe dovuto essere al fianco di Madrid, denunciando l’uso dei migranti come strumento di ricatto internazionale e difendendo il governo spagnolo da un’azione che colpiva direttamente il territorio di un Paese dell’Unione europea. Meloni e Tajani hanno invece scelto di sfruttare la crisi per alimentare il consueto racconto della destra sull’emergenza migratoria, mettendo in primo piano il numero dei migranti, i rimpatri e gli “8mila e 11mila” ancora presenti a Ceuta, mentre il contesto politico dell’operazione veniva praticamente cancellato.

Leggi anche:  Credere, obbedire, combattere: l'Italia contro l'"esercito di Ceuta" e quel 'cattivone' di Sànchez

È una scelta che diventa ancora più grave perché Ceuta non è una frontiera qualsiasi: è un’enclave spagnola in territorio marocchino, una situazione geopolitica conosciuta perfettamente dal governo italiano e che rende ancora più evidente la natura eccezionale della pressione esercitata da Rabat. Ridurre tutto a una questione di migranti da fermare e rimpatriare significa accettare esattamente la narrazione che il governo marocchino ha imposto alla crisi, rinunciando a vedere le persone coinvolte anche come vittime di una precisa strategia politica.

La cosa più indecente, però, è che Meloni e Tajani hanno utilizzato questa vicenda per attaccare la Spagna socialista invece di esprimere solidarietà a un governo europeo sottoposto a una pressione deliberata. Tajani oggi si lamenta della reazione di Madrid e avverte che “non si revoca Schengen solo per ritorsione”, come se la Spagna fosse improvvisamente l’attore irresponsabile della vicenda. È difficile non vedere, in questa protesta, il risultato di una politica italiana che ha preferito la propaganda xenofoba alla solidarietà europea e che ha trasformato una crisi provocata ai confini della Spagna in un’altra occasione per colpire Sánchez e la sinistra europea.

Leggi anche:  Ceuta, duro attacco della Spagna contro Meloni e l'internazionale reazionaria che specula sull'assalto

Meloni e Tajani hanno scelto di stare dalla parte della polemica politica quando sarebbe stato necessario stare dalla parte della Spagna. Adesso non possono sorprendersi se Madrid risponde senza dimenticare chi, nel momento più delicato, ha preferito usare Ceuta contro di lei.

Native

Articoli correlati