Nessun superpotere acquatico, nessuna maratona marina transcontinentale.
Solo la solita, testarda realtà della geografia che smentisce la propaganda. Ma ehi, non facciamo salire la febbre da confini: rischiamo di dover spiegare anche cos’è Melilla e lì la faccenda si complica davvero!
Le immagini che arrivano dall’enclave spagnola di Ceuta, con file di persone che superano i confini davanti alle telecamere, mentre la polizia all’inizio non si vede mi avevano fatto venire un forte sospetto.
Perché non credo sia una coincidenza casuale, specialmente in questo periodo così buio per il governo di Pedro Sánchez.
Sentivo che dietro quelle riprese c’era una precisa regia politica.
Così sono andata a fare delle ricerche e a documentarmi.
Grazie a questo approfondimento, ho avuto una conferma dei miei sospetti,
i dati reali dimostrano che siamo di fronte a un attacco organizzato su più fronti per colpire il Premier spagnolo.
Ecco i fatti certi messi insieme:
1. Il ricatto del Marocco e il ruolo degli Stati Uniti
Le ricerche confermano che il Marocco ha tolto i controlli ai confini per “punire” Sánchez, colpevole di aver riaperto i contratti commerciali con l’Algeria, che del Marocco è lo storico rivale. Sapendo di avere le spalle coperte dagli americani, il Marocco usa i migranti come un rubinetto politico per mettere in difficoltà il governo spagnolo.
Inoltre, come è ormai dimostrato, il Marocco usa storicamente il controllo delle sue frontiere come un’arma per ricattare la Spagna.
Quindi tutto prevedibile, ma non da ora.
Questa forza del Marocco nasce dal suo fortissimo legame con gli Stati Uniti, che appoggiano il governo marocchino nelle sue storiche dispute territoriali. Sentendosi protetto da Washington, il Marocco fa pressioni sulla Spagna, sfruttando anche il fatto che i rapporti tra gli Stati Uniti e il governo di sinistra di Sánchez sono sempre stati piuttosto freddi.
2. Come funzionano i social e i video in tv
Mi chiedevo perché i giornalisti fossero già sul posto con le telecamere mentre la polizia spagnola è stata colta di sorpresa.
La spiegazione è tecnica: i trafficanti e i migranti si sono organizzati in tempo reale su chat di Telegram e TikTok, indicando l’ora esatta e il punto in cui passare.
Noi giornalisti controlliamo sempre alcune chat e anche queste sono state controllate, in virtù di questo si sono appostati in anticipo.
La polizia spagnola, invece, si è trovata davanti a un’ondata improvvisa di migliaia di persone tutte insieme, proprio perché il Marocco ha tolto i suoi agenti dall’altra parte del confine senza avvisare nessuno. Sánchez ha dovuto mandare subito l’esercito per proteggere gli agenti e rimettere le cose a posto.
3. Lo sciacallaggio della destra in Spagna
In tutto questo, gongolano l’estrema destra di Vox e le opposizioni spagnole che stanno usando queste immagini per fare propaganda elettorale. Gli basta sfruttare l’emergenza per gettare fango su Sánchez, accusandolo di essere debole. Il loro obiettivo è trasformare un attacco fatto da un Paese straniero in una colpa del governo progressista.
4. Lo sgambetto del governo italiano
A questo assedio si è aggiunta la mossa del governo italiano di Giorgia Meloni, che ha minacciato di bloccare i viaggi dei cittadini tra Spagna e Italia sospendendo il Trattato di Schengen.
Confermiamo da analisti che si tratta di una decisione esagerata e senza spirito europeo, che serve solo a fare propaganda in Italia e a isolare Sánchez in Europa. Il governo spagnolo ha risposto a testa alta, convocando subito l’ambasciatore italiano per protestare.
Quinto, da quanto è emerso, sembra proprio che possa confermare che tutto è riconducibile a dati concreti.
Pedro Sánchez sta difendendo i confini europei da tre attacchi contemporanei: il ricatto politico del Marocco, lo sciacallaggio della destra interna e la mancanza di solidarietà del governo italiano. Nonostante tutto questo, la Spagna dimostra che si può governare con dignità, senza cedere ai ricatti dei regimi vicini e alle bugie delle destre.
Ricordo che tanto vi da’ noia che la Francia, come altri paesi europei, sono tutti intervenuti pur avendo emergenze nazionali sia politiche che climatiche.
Aggiungo: Ogni volta che sento parlare dei fantomatici “invasori che arrivano in Europa nuotando direttamente dal Marocco”, mi sale una fortissima tentazione: regalare un bel atlante geografico a Giorgia Meloni, Matteo Salvini e a tutta la compagnia cantante della destra italiana e sto edulcorando ciò che penso.
Parliamo per un attimo di Ceuta. Per chi avesse saltato le ore di geografia in terza media, o fosse troppo occupato a cercare nemici immaginari, Ceuta è una città autonoma spagnola.
Spagnolissima.
Dipende dall’Andalusia, ci si paga con l’Euro e sventola la bandiera con lo stemma dei Borbone.h
Piccolo piccolissimo dettaglio tecnico: si trova fisicamente in Nord Africa, attaccata al territorio marocchino.
Quindi, ricapitoliamo per chi ha qualche difficoltà con le mappe: quando si sente parlare di persone che varcano la recinzione o arrivano a Ceuta dal Marocco, non stanno prendendo d’assalto le coste della Spagna via mare dopo una traversata record a stile libero.
Stanno semplicemente attraversando un confine terrestre che separa il Marocco dalla Spagna stessa.
Nessun superpotere acquatico, nessuna maratona marina transcontinentale.
Solo la solita, testarda realtà della geografia che smentisce la propaganda. Ma ehi, non facciamo salire la febbre da confini: rischiamo di dover spiegare anche cos’è Melilla e lì la faccenda si complica davvero!