Ceuta, duro attacco della Spagna contro Meloni e l'internazionale reazionaria che specula sull'assalto
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Ceuta, duro attacco della Spagna contro Meloni e l'internazionale reazionaria che specula sull'assalto

Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares chiede ai partner europei solidarietà nei confronti della Spagna per la crisi migratoria di Ceuta e attacca duramente il governo italiano di Giorgia Meloni.

Ceuta, duro attacco della Spagna contro Meloni e l'internazionale reazionaria che specula sull'assalto
Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares
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3 Agosto 2026 - 13.08


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Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares chiede ai partner europei solidarietà nei confronti della Spagna per la crisi migratoria di Ceuta e attacca duramente il governo italiano di Giorgia Meloni. In un’intervista a TVE, Albares ha annunciato che Madrid porterà la questione al tavolo europeo dei ministri dell’Interno.

“Chiederemo la solidarietà a tutti gli Stati dell’Unione europea”, ha dichiarato il ministro.

Albares ha accusato alcuni governi europei di non essere stati all’altezza della situazione. E, tra questi, ha indicato esplicitamente l’Italia: “Ci sono stati Paesi, Stati e governi che non sono stati all’altezza. Il governo italiano è uno di questi”.

Il ministro ha ricordato che la Spagna è il Paese mediterraneo dell’Unione europea che registra meno ingressi irregolari, mentre l’Italia è quello che ne riceve di più.

Nel suo attacco a Roma, Albares ha richiamato anche le precedenti crisi migratorie italiane. L’Italia, ha affermato, è stata in alcuni momenti “assolutamente inondata di immigrati irregolari” e ha affrontato “crisi ripetute” a Lampedusa, crisi “che non è in grado di risolvere”.

La Spagna, ha rivendicato il ministro, avrebbe invece mantenuto un atteggiamento diverso nei confronti dei partner europei: “La Spagna è sempre stata solidale, politicamente e nei fatti”.

Ed è proprio questo comportamento che Madrid ora pretende dagli altri Stati membri: “È ciò che chiediamo ai nostri partner europei”.

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L’attacco alla “internazionale reazionaria”

Una parte significativa delle dichiarazioni di Albares è stata dedicata alla circolazione di informazioni false sulla crisi di Ceuta.

Il ministro ha denunciato quella che ha definito “una sincronizzazione dell’internazionale reazionaria”, sostenendo che questa rete avrebbe agito rapidamente per amplificare quanto stava accadendo nella città autonoma.

Secondo Albares, sono state diffuse “menzogne e false notizie sull’integrità dello spazio Schengen e sull’operato della Spagna”.

Il ministro ha aggiunto un’accusa particolarmente pesante: “Purtroppo queste bufale sono state amplificate persino da alcuni governi europei”.

Albares non ha tuttavia indicato un’organizzazione precisa come responsabile dell’arrivo di massa di migranti a Ceuta. Ha definito quanto accaduto “un fatto inedito” e ha sostenuto che “bisognerà analizzare come sia potuto accadere”.

Il ministro ha però richiamato la versione fornita dalle autorità marocchine, secondo cui sui social network si sarebbe verificata “un’attività insolita”.

Secondo questa ricostruzione, la sentenza del Tribunale Supremo spagnolo sulle espulsioni immediate delle persone entrate a nuoto sarebbe stata presentata sui social come se la Spagna avesse deciso di aprire le proprie frontiere.

Il Marocco non avrebbe chiesto nulla in cambio

Uno dei punti centrali dell’intervento di Albares riguarda il rapporto con il Marocco.

Il ministro ha riferito di avere mantenuto numerosi contatti negli ultimi giorni con il suo omologo marocchino Naser Burita e ha escluso che Rabat abbia chiesto contropartite per collaborare alla gestione della crisi.

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“Fin dal primo minuto ci hanno mostrato la loro disponibilità totale e immediata”, ha dichiarato Albares.

Secondo il ministro, il Marocco avrebbe collaborato “senza chiedere nulla né pretendere alcun tipo di elemento aggiuntivo”.

La posizione del governo spagnolo è che tutte le persone entrate irregolarmente a Ceuta debbano fare ritorno in Marocco. “Fino all’ultimo di quelli che sono entrati farà ritorno”, ha affermato Albares. E ha aggiunto: “È la volontà del Marocco”.

Il ministro ha quindi difeso la necessità di mantenere aperti i rapporti diplomatici con Rabat, respingendo l’idea di adottare una linea di rottura.

“Bisogna mantenere aperti i canali diplomatici con quel Paese”, ha dichiarato.

Albares ha spiegato la propria posizione con una formula precisa: “Io mi baso sui fatti”.

E, secondo la sua valutazione, i fatti dimostrerebbero che “il Marocco ha collaborato fin dal primo momento”.

Ceuta e Melilla sono una frontiera europea

Albares ha insistito anche sulla particolare posizione geografica di Ceuta e Melilla. “Hanno l’unica frontiera terrestre dell’Unione europea con l’Africa”, ha ricordato.

Il ministro ha definito quella frontiera “probabilmente la più diseguale del mondo”, sottolineando la enorme differenza economica esistente tra i due lati.

Questa situazione, ha sostenuto, determina “sfide e problemi” che non riguardano soltanto la Spagna ma l’intera Unione europea. Da qui la richiesta di solidarietà ai partner europei.

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Albares ha inoltre respinto l’accusa secondo cui la crisi di Ceuta avrebbe messo in pericolo l’integrità dello spazio Schengen. La sua posizione è netta: “Ceuta e Melilla non hanno mai messo a rischio l’integrità dello spazio Schengen”.

Il riferimento è alla decisione italiana di intervenire sulla libera circolazione nei confronti della Spagna, decisione che Madrid considera ingiustificata.

La difesa dell’operato del governo spagnolo

Albares non ha voluto attribuire pubblicamente responsabilità specifiche ai servizi di intelligence o alle forze di sicurezza spagnole per non avere previsto la dimensione dell’arrivo di massa. Ha invece difeso l’azione complessiva dell’esecutivo.

“Tutti i ministeri hanno fatto tutto ciò che era nelle loro possibilità”, ha affermato. Il ministro ha inoltre sottolineato la natura eccezionale dell’intera vicenda, sia per quanto riguarda l’arrivo massiccio delle persone sia per la successiva operazione di rientro.

La posizione di Albares si concentra dunque su tre punti: la Spagna pretende solidarietà dagli altri governi dell’Unione europea; contesta la decisione italiana relativa a Schengen; e difende la collaborazione del Marocco, sostenendo che Rabat non abbia chiesto alcuna contropartita.

E sull’Italia il ministro è stato esplicito: tra i governi europei che, a suo giudizio, “non sono stati all’altezza”, ha indicato proprio “il governo italiano”.

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