Credere, obbedire, combattere: l'Italia contro l'"esercito di Ceuta" e quel 'cattivone' di Sànchez
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Credere, obbedire, combattere: l'Italia contro l'"esercito di Ceuta" e quel 'cattivone' di Sànchez

Su Ceuta la realtà viene ribaltata, violentata da una narrazione nauseabonda, propagandata dalla stampa mainstream. 

Credere, obbedire, combattere: l'Italia contro l'"esercito di Ceuta" e quel 'cattivone' di Sànchez
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Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

31 Luglio 2026 - 19.37


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Che brutta malattia è la vendetta. Un virus che si propaga, una metastasi che aggredisce il corpo sano di una persona, di una comunità, di uno Stato, corrodendolo e trasformandolo in qualcosa di disumano. La vendetta è la droga dei potenti della terra o di quelli che si considerano tali. La vendetta muove i criminali di Stato come Donald Trump, Benjamin Netanyahu, Vladimir Putin e l’elenco potrebbe proseguire ancora a lungo.

La vendetta spesso, quasi sempre, si abbina alla vigliaccheria. Perché si accanisce contro i più deboli, contro i più indifesi tra gli indifesi. Come lo sono i migranti. 

La vendetta diventa strumento di manipolazione dell’opinione pubblica, arma di distrazione di massa rispetto ai fallimenti conclamati, alle promesse disattese. Il migrante diventa il Nemico contro cui far fronte, quello che ti ruba il lavoro, che spaccia, che violenta, che ha trasformato le città in terreni di caccia. 

La realtà viene ribaltata, violentata da una narrazione nauseabonda, propagandata dalla stampa mainstream. 

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Ecco allora salire sul banco degli imputati il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, colpevole agli occhi dei governanti italiani di aver fomentato l’”invasione” dei 50mlia di Ceuta, l’armata di migranti che quell’irresponsabile premier socialista spagnolo, ha osato regolarizzare e che adesso sono pronti a “invadere” l’Italia, rendendo il fu Belpaese ancora più insicuro. Sbraita Meloni, insorge Salvini, ruggisce – il ruggito del coniglio – financo Antonio Tajani. A costoro si aggiungono gli aedi mediatici di una visione securitaria della sicurezza, fatta di porti chiusi, di frontiere militarizzate oltre che di criminali accordi di contenimento stipulati con dittatori, autocrati, generali sanguinari, perché facciano il lavoro sporco, leggi respingimenti in mare, lager nei quali rinchiudere una umanità sofferente. Il “Piano Mattei” sì riduce a questo.

Fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che “l’Italia valuta la sospensione di Schengen con la Spagna”. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, fa il ruggito del coniglio e sentenzia “È sbagliata la scelta di Madrid, l’immigrazione incontrollata è un pericolo per la sicurezza” ha detto il titolare della Farnesina riferendosi alla recente procedura straordinaria di regolarizzazione dei migranti. Parole “indegne” per il ministro degli Esteri spagnolo Albares: “Da un Paese amico e partner ci aspettiamo solidarietà europea e non demagogia partitica”, afferma e annuncia di aver convocato l’ambasciatore d’Italia per protesta.

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“La situazione a Ceuta resta inaccettabile. Ribadisco che non ci sono flussi verso il continente europeo o altri Stati membri. Il codice Schengen fornisce gli strumenti legali che si applicano a Ceuta e Melilla. I controlli sulle persone che partono da Ceuta e Melilla restano operativi”. Lo scrive su X il commissario Ue agli Affari Interni Magnus Brunnerspiegando che Bruxelles “accoglie con favore la cooperazione tra Spagna e Marocco per gestire la situazione e per rimpatri rapidi. Il Marocco è inserito nella lista Ue dei Paesi d’origine sicuri”.

Una lista “vidimata” anche dall’Italia.

Ma questo alla ducetta di Palazzo Chigi frega nulla. L’importante è mostrarsi decisa a far valere gli interessi nazionali, a difendere il suolo patrio dall’esercito, inesistente, ammassato a Ceuta. Come se non sapesse che da lì quei regolarizzati non possono muoversi. 

Ma agli italiani stremati dal caldo e alle prese con una bolletta energetica che sta distruggendo la nostra economia, impoverendo sempre più chi è già in difficoltà, Meloni dal “balcone” di Palazzo Chigi, scandisce forte e chiaro. Credere, ubbidire, combattere. Sbaraglieremo l’”esercito di Ceuta”.

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