Conte attacca Schlein sull’Ucraina e punta alle primarie, il Pd teme la divisione delle opposizioni
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Conte attacca Schlein sull’Ucraina e punta alle primarie, il Pd teme la divisione delle opposizioni

Giuseppe Conte rivendica il ruolo del Movimento 5 Stelle nella costruzione di un’alternativa al governo, ma nel Pd cresce il sospetto che il leader pentastellato voglia imporre la propria linea alle opposizioni

Conte attacca Schlein sull’Ucraina e punta alle primarie, il Pd teme la divisione delle opposizioni
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14 Ottobre 2026 - 13.01


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Giuseppe Conte rivendica il ruolo del Movimento 5 Stelle nella costruzione di un’alternativa al governo, ma nel Pd cresce il sospetto che il leader pentastellato voglia imporre la propria linea alle opposizioni e mettere in difficoltà Elly Schlein in vista delle primarie.

L’ultimo terreno di confronto è la risoluzione sul prossimo Consiglio europeo. Conte ha annunciato di lavorare a un testo comune: «Confido che questo tentativo anche sul passaggio del conflitto in Ucraina possa compattare tutte le opposizioni». Il Pd, tuttavia, smentisce che sia in corso una trattativa condivisa: ogni partito avrebbe già predisposto una propria mozione.

Un senatore dem accusa l’ex presidente del Consiglio di voler attribuire agli altri la responsabilità di un’eventuale rottura: «Quello vuole far credere che sta lavorando per un testo unitario per poi darci la colpa della rottura e schiacciarci sui guerrafondai». Il responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano, osserva: «Il nodo dell’Ucraina non si risolve dalla sera alla mattina con un passaggio parlamentare, ma a un tavolo politico con i leader».

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Francesco Boccia insiste sulla necessità di un programma capace di sintetizzare posizioni diverse senza cancellare le identità dei partiti: «Unità non significa uniformità». E aggiunge: «Il rispetto delle differenze non è un ostacolo all’unità ma la condizione per renderla solida e credibile». Lorenzo Guerini è ancora più netto: «Meglio divisi che ambigui. All’unità arriveremo… con pazienza».

Il dirigente riformista contesta anche la proposta di Goffredo Bettini sul percorso verso la pace, giudicando inaccettabile subordinare la prosecuzione degli aiuti all’accettazione di una determinata tabella di marcia diplomatica: «È politicamente incomprensibile e moralmente inaccettabile dire o ci stai sulla road map o sospendiamo gli aiuti. Se li sospendi dai una mano alla Russia».

I tentativi di mediazione avviati da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni per avvicinare Schlein e Conte sul programma non hanno prodotto risultati. Nel Pd si respinge l’idea che lo stallo sia responsabilità della segretaria.

Conte, intanto, rivendica il risultato ottenuto con la risoluzione unitaria sul Documento programmatico di finanza pubblica: «Siamo veramente orgogliosi di aver compattato le opposizioni sul nostro no al riarmo». Schlein ricorda invece il contributo del Pd: «Come sapete bene quel testo è anche il frutto del nostro lavoro testardamente unitario». E definisce il documento «una prima bozza del programma».

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Per i dem, il leader pentastellato punta a rafforzarsi presso gli elettori di Alleanza Verdi e Sinistra e tra i più giovani, facendo della politica internazionale un elemento distintivo della propria candidatura.

La distanza tra i due si è manifestata anche negli appuntamenti pubblici della giornata. Entrambi hanno incontrato gli universitari in protesta a piazza Montecitorio per l’emergenza abitativa, ma in momenti diversi. Al Cinema Moderno, dove Susan Sarandon presentava il suo nuovo film, Schlein ha incontrato per prima l’attrice; Conte è arrivato successivamente e si è intrattenuto con Goffredo Bettini.

Resta aperta anche la questione Matteo Renzi. Dal M5S si insiste sulla necessità che Schlein chiarisca il ruolo del leader di Italia Viva nella futura coalizione e sull’eventualità di un suo ingresso nel governo. Renzi considera questa pressione un pretesto e offre ai suoi una spiegazione degli attacchi di Conte: «La verità è che ha ceduto su di me. Tutti sanno che non me ne frega un cavolo di fare il ministro e lui tira fuori proprio quella condizione…».

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Renzi sostiene inoltre che Schlein voglia mantenere aperto il dialogo con Italia Viva per non compromettere le possibilità elettorali del centrosinistra: «Elly preferisce avermi dentro perché non vuole perdere le elezioni». E sulla competizione per la leadership aggiunge: «Alle primarie vincerà lei, Conte se ne è accorto ed è per questo che si è messo a parlare del terzo uomo».

La competizione per la guida del centrosinistra è già aperta, anche se il confronto pubblico continua a concentrarsi sulle scelte di politica estera e sulla definizione del programma.

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