Assalto a Ceuta, 49 mila migranti entrano dal Marocco in poche ore: una anomalia che solleva dubbi
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Assalto a Ceuta, 49 mila migranti entrano dal Marocco in poche ore: una anomalia che solleva dubbi

Almeno 18 persone sono morte nel tentativo di raggiungere l’enclave spagnola di Ceuta, dopo che circa 49.000 migranti sono entrati nel piccolo territorio dal Marocco nel giro di poche ore, provocando una crisi politica per il governo di Madrid

Assalto a Ceuta, 49 mila migranti entrano dal Marocco in poche ore: una anomalia che solleva dubbi
Migranti a Ceuta
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31 Luglio 2026 - 15.55


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Almeno 18 persone sono morte nel tentativo di raggiungere l’enclave spagnola di Ceuta, dopo che circa 49.000 migranti sono entrati nel piccolo territorio dal Marocco nel giro di poche ore, provocando una crisi politica per il governo di Madrid e una raffica di critiche da parte di altri Paesi dell’Unione europea.

Il massiccio afflusso di persone, arrivate a Ceuta nuotando dalle coste del vicino Marocco o scavalcando l’alta barriera di confine, ha colto di sorpresa la città, che conta circa 85.000 abitanti. Un’associazione locale che rappresenta gli agenti della Guardia Civil ha definito la situazione una «grave crisi umanitaria». Ma l’arrivo contemporaneo di tutti quei migranti alimenta i dubbi di una azione preordinata.

Il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, che venerdì visiterà Ceuta insieme al ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, è sottoposto a fortissime pressioni da parte degli avversari politici e di altri governi europei affinché trovi una risposta rapida e complessiva.

L’episodio supera di gran lunga l’ultimo attraversamento di massa del confine, avvenuto nel maggio 2021, quando circa 10.000 persone entrarono nel territorio nell’arco di due giorni approfittando dell’allentamento dei controlli da parte del Marocco.

Quell’ondata si verificò in un momento di forte tensione tra Madrid e Rabat, dopo che la Spagna aveva consentito al leader del movimento indipendentista del Sahara occidentale, il Fronte Polisario, di essere curato in Spagna per il Covid-19. Il Marocco e il Fronte Polisario rivendicano entrambi il Sahara occidentale, territorio rimasto sotto il dominio spagnolo fino al 1975, quando le autorità coloniali lo cedettero a Marocco e Mauritania.

La crisi diplomatica si concluse nel 2022, quando Madrid abbandonò la sua storica posizione di neutralità e appoggiò il piano del Marocco per il Sahara occidentale. La decisione provocò una grave frattura diplomatica con l’Algeria, che sosteneva il Fronte Polisario.

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Sánchez ha visitato Algeri il 20 luglio, nel corso della prima visita di un capo del governo spagnolo nel Paese in quattro anni, segnando un miglioramento dei rapporti tra Spagna e Algeria.

Fonti del governo marocchino hanno dichiarato all’agenzia Europa Press che l’impennata degli arrivi a Ceuta sarebbe stata provocata da «organizzazioni criminali», ribadendo al tempo stesso che la cooperazione tra Rabat e Madrid rimane «esemplare».

Giovedì sera il ministero dell’Interno spagnolo ha annunciato l’invio a Ceuta di 60 militari delle forze armate e di altri 30 agenti della Guardia Civil. «Le forze armate rafforzeranno la Guardia Civil nell’esercizio delle sue competenze e di ogni altra attività che possa essere necessaria per mantenere la sicurezza nella città», ha dichiarato il ministero.

La situazione, tuttavia, continua a evolversi rapidamente, mentre la città fatica a gestire l’enorme numero di nuovi arrivati.

Rachid Sbihi, dirigente di un’associazione locale che rappresenta gli agenti della Guardia Civil, ha descritto la situazione come una «grave crisi umanitaria». «Le persone continuano a entrare. I rinforzi arrivati stanno aiutando soltanto i feriti e nelle altre attività umanitarie», ha dichiarato.

In assenza di strutture di accoglienza, migliaia di persone, tra cui numerosi minori non accompagnati, sono state costrette a dormire nei parchi e sui marciapiedi, mentre altre vagavano senza meta per le strade. «È il caos», ha aggiunto Sbihi.

Tra le 18 persone morte, molte sono annegate, mentre altre sarebbero rimaste uccise nella calca durante il tentativo di attraversare la barriera del frangiflutti sulla spiaggia di Tarajal, ha riferito Sbihi.

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Le immagini diffuse giovedì mostravano gruppi di persone che percorrevano i frangiflutti di Tarajal per raggiungere le strade della città. La maggior parte sembrava composta da giovani uomini, ma tra gli arrivi c’erano anche famiglie, donne e bambini piccoli.

«Viva España!», gridavano alcuni migranti a un fotografo freelance dell’Associated Press. Non era immediatamente chiaro che cosa avesse provocato un attraversamento di queste proporzioni.

Ceuta, insieme a Melilla, l’altra città autonoma spagnola nel nord del Marocco, ospita le uniche frontiere terrestri dell’Unione europea con l’Africa. Entrambe sono periodicamente interessate da ondate di tentativi di attraversamento da parte di persone intenzionate a raggiungere l’Europa.

Juan Jesús Vivas, presidente della città autonoma di Ceuta, ha chiesto l’invio di ulteriori forze di polizia e militari «per garantire l’inviolabilità della frontiera» e la sicurezza dei cittadini. Ha inoltre sollecitato il governo centrale a dichiarare lo stato di emergenza nazionale a causa degli attraversamenti.

Il governo ha però respinto la richiesta, sostenendo che lo stato di emergenza non può essere dichiarato per questioni legate alla migrazione e che può essere proclamato soltanto in risposta a gravi eventi meteorologici, come gli incendi boschivi in corso, oppure in caso di minacce vulcaniche o nucleari.

Gli eventi di Ceuta hanno provocato anche reazioni e minacce da parte di altri Paesi dell’Unione europea.

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha convocato venerdì l’ambasciatore italiano a Madrid dopo che il governo di Giorgia Meloni aveva chiesto la sospensione della Spagna dall’area Schengen.

Meloni ha dichiarato che l’Italia è pronta ad adottare «misure straordinarie» per difendere i propri confini, sostenendo che le immagini «scioccanti» provenienti da Ceuta dimostrano che «l’immigrazione illegale rappresenta una reale minaccia alla sicurezza delle frontiere europee».

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Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha attribuito la situazione di Ceuta alla decisione del governo Sánchez di introdurre un programma, ormai chiuso, per regolarizzare la posizione di oltre un milione di migranti irregolari e richiedenti asilo. Secondo Tajani, il provvedimento avrebbe incentivato la tratta di esseri umani e sarebbe stato «profondamente sbagliato».

Le dichiarazioni di Tajani hanno provocato una dura reazione di Albares, che le ha definite «indegne» e ha accusato l’Italia di «demagogia di parte».

Anche il ministro dell’Interno francese, Laurent Nuñez, ha dichiarato di aver dato disposizione di rafforzare i controlli alla frontiera con la Spagna.

Più esplicito è stato l’ex primo ministro francese Michel Barnier, secondo il quale la Francia «non può subirne le conseguenze delle scelte migratorie dei suoi vicini». Barnier è sembrato inoltre criticare il programma spagnolo di regolarizzazione, affermando: «Se uno Stato membro prende decisioni che creano un fattore di attrazione per la migrazione, dobbiamo poter proteggere immediatamente le nostre frontiere. Governare l’immigrazione è una condizione di sovranità, sicurezza e fiducia tra gli Stati europei».

In Spagna, il Partito popolare (PP) dell’opposizione ha chiesto a Sánchez una risposta più dura, sostenendo che i limitati rinforzi militari e di polizia annunciati giovedì sera siano insufficienti.

In un post su X, il leader del PP, Alberto Núñez Feijóo, ha scritto: «Le persone hanno continuato ad arrivare a Ceuta per tutta la notte e chi si trova sul posto descrive una città occupata, mentre non si sta facendo nulla di sufficiente per impedire gli arrivi».

Il partito di estrema destra Vox, invece, ha definito l’episodio «un’invasione».

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