Una famiglia, segreti sepolti e destini incrociati: da Clarisse Sabard una storia ricca di colpi di scena
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Una famiglia, segreti sepolti e destini incrociati: da Clarisse Sabard una storia ricca di colpi di scena

Ciò che conta di una storia è non tanto il tema che ne sta alla base, ma le parole con cui viene raccontata. E il tono con cui Clarisse Sabard narra la sua è impeccabile.

Una famiglia, segreti sepolti e destini incrociati: da Clarisse Sabard una storia ricca di colpi di scena
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11 Ottobre 2026 - 23.03


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Occhiello: Mancante


di Rock Reynolds

I gusti sono gusti e il romanzo perfetto non esiste. Ma Il segreto dei fiori blu – Flora e Joséphine (HarperCollins, traduzione di Chiara Casaburi, pagg 452, euro 19,50) di Clarisse Sabard, gli somiglia. Parliamo di letteratura d’evasione, ammesso che possano esistere romanzi che non si pongono come obiettivo quello di strappare il lettore al suo trantran quotidiano e di trasportarlo in una realtà parallela, più o meno lontana. L’arte della narrazione fin dalla notte dei tempi ha quello scopo: l’intrattenimento, oltre che la volontà di preservare la memoria individuale come tassello di quella collettiva.

In fondo, ciò che conta di una storia è non tanto il tema che ne sta alla base, ma le parole con cui viene raccontata. E il tono con cui Clarisse Sabard narra la sua è impeccabile.

Sembrerebbe un’ovvietà, ma, per confezionare un romanzo come si deve, serve prima di tutto una storia, una bella storia in cui il lettore possa immedesimarsi, una storia fondata su personaggi in cui riconoscere le proprie virtù o bassezze. Lo stile personale nel farlo è la chiusura del cerchio.

Per fare un esempio illustre, lo scrittore inglese Jeffrey Archer, scomparso il 5 ottobre scorso all’età di 86 anni, qualche anno fa mi disse che era in possesso di un talento naturale e che, sostanzialmente, era un narratore di razza. Chi sono io per mettere in discussione le parole di un autore che ha venduto circa trecento milioni di libri e il cui prossimo romanzo – l’ultimo per sua stessa dichiarazione e per un gioco beffardo del destino – è Adam & Eve, in uscita il 14 ottobre per HarperCollins? Quelle parole Archer me le disse con malcelato orgoglio. Lui una storia con la “S” maiuscola sapeva scriverla. E come! Allo stesso modo, evidentemente, HarperCollins sa scegliersi autori che non si perdono in voli pindarici ed elucubrazioni pseudofilosofiche e che prediligono una chiave narrativa capace di andare dritto al punto.

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Sembra un ritratto di Clarisse Sabard, il cui ultimo romanzo è stato un caso editoriale in Francia. Il suo Il segreto dei fiori blu – Flora e Joséphine è una storia che coinvolge il lettore dalla prima all’ultimissima pagina, senza alcun cedimento, momenti di tregua o cali di tensione, una storia raccontata su diversi piani temporali, attraverso numerosi personaggi, consentendo però al lettore di non dover fare eccessivi sforzi di memoria e di attenzione per non perdere il filo del discorso. In fondo, al lettore non si deve chiedere di sgobbare sulla pagina che ha davanti agli occhi. Lo scopo di un buon libro è proprio quello di staccare il lettore per qualche minuto o per qualche ora dalle tribolazioni della quotidianità e la vicenda raccontata dalla Sabard è congeniata alla perfezione, con incastri narrativi che non richiedono sforzi eccessivi. E i personaggi non sono mai unidimensionali e la loro credibilità agli occhi del lettore ne giova. Per di più, se un libro appassiona, commuove e intriga, significa che il suo autore ha colto nel segno.

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Già mi immagino la bocca storta di qualche critico alla costante ricerca del capolavoro del secolo o del prossimo autore da Nobel. Facile che possa dire qualcosa come, «Ma questo è un libro da ombrellone, davvero niente di che». Poco importa dove si legge un libro e pazienza se uno dei luoghi in cui i libri vengono letti maggiormente – anche se scommetto che siano in pochi ad ammetterlo – è il bagno. L’unica cosa che conti è il piacere che un libro ci trasmette e la sua capacità di trasportarci in luoghi e tempi diversi e di farci vivere nel corpo e nella mente di figure immaginarie. Clarisse Sabard ci riesce mirabilmente.

Il suo romanzo è la storia di Flora e di sua nonna Joséphine, lontane nel tempo e nello spazio, ma più vicine elettivamente di quanto la distanza lasci intendere. Flora è cresciuta a Los Angeles, in una famiglia abbiente ma non esattamente convenzionale. Co-dirige un’importante galleria d’arte nella città degli angeli e si trova a un bivio della sua vita quando decide di trascinare in tribunale Yani, il figliastro di sua madre, Daphné, una ex-modella che ha fondato un’azienda di cosmetici di successo e ha sposato, in seconde nozze, un facoltoso greco. Yani in gioventù l’ha molestata, ma solo a distanza di molti anni Flora trova il coraggio di denunciarlo, soprattutto dopo che un’altra donna ha fatto altrettanto e che l’opinione pubblica è più propensa a dare ascolto alle grida di dolore di quelle donne che hanno subito una violenza, psicologica o fisica che sia. Sono due i luoghi del suo cuore: Corfù, l’isola che custodisce i segreti di sua nonna Joséphine, pittrice di successo, e che rappresenta l’attuale residenza di sua madre; e una villa in Normandia ereditata da poco insieme a due cugine. È proprio in una dependance di quella villa che il bisnonno, Guillaume Verney, un pittore impressionista talentuoso e di notevole successo, si isolava per trovare ispirazione davanti alle onde del canale della Manica e per dipingere i suoi quadri. Nella storia si incrociano i destini di una famiglia soprattutto attraverso i suoi lasciti materiali: case, quadri, manoscritti. Ci sono la California di oggi, l’Italia del periodo fascista e la Francia (in particolare, un paese della Normandia e la Parigi dei primi anni del Novecento) e la Grecia di ieri e di oggi. Tra le pagine compaiono figure nate dall’immaginazione dell’autrice che interloquiscono con personaggi celebri del passato, nomi illustri come Ernest Hemingway, Man Ray, Kiki di Montparnasse (una musa improbabile, dalla storia tristissima), Jean Cocteau, Claude Monet, Ezra Pound e altri ancora.

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Ci sono, insomma, tutti gli ingredienti necessari per confezionare una vicenda come si deve: amore, intrigo, passione, avidità, arte, suspense, colpi di scena, tragedie, bellezza, meschinità e nobiltà, il tutto nel flusso ininterrotto della storia.

Non sorprende minimamente, dunque, che questo libro abbia avuto tanta risonanza in Francia e non solo. E, per chi non si accontenta, la vicenda di Flora e Joséphine non si interrompe qui: l’autrice ha già annunciato un seguito e, presumibilmente, un’intera saga familiare.

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